Disney riporta al cinema un classico ma in versione live action con Halle Bailey nel ruolo di Ariel
Un film Disney ha la capacità di restare per sempre. Sono capolavori che si fermano in un angolo del cuore. Le immagini e le canzoni firmate Disney hanno il potere di accompagnarti nelle occasioni più sorprendenti della vita, sin da piccoli. Ogni tanto quei ricordi riemergono e, con estrema naturalezza, ci ritroviamo a vivere, o rivivere, con il sorriso, quelle emozioni mai dimenticate.
Il 24 maggio esce al cinema La Sirenetta, la rivisitazione in chiave live-action del classico d’animazione del 1989 vincitore di due premi Oscar. Ispirato alla fiaba senza tempo scritta da Hans Christian Andersen nel 1837, il film, distribuito da The Walt Disney Company Italia, è diretto dal visionario Rob Marshall. La Sirenetta è una storia intima ambientata su uno sfondo epico che comprende il bellissimo e sensazionale mondo fotorealistico che si trova in fondo al mare.

Il film/musical è interpretato da un cast stellare. Halle Bailey è la bella Ariel, Jonah Hauer–King è Eric, Noma Dumezweni è Regina, Art Malik è Sir Grimsbym, Javier Bardem interpreta Re Tritone e Melissa McCarthy si trasforma nella cattiva Ursula.
Da una sceneggiatura scritta da David Magee, La Sirenetta si distingue per le splendide canzoni composte da Alan Menken, con i testi di Howard Ashman e i nuovi testi scritti da Lin-Manuel Miranda. Il film è prodotto da Marc Platt, Lin-Manuel Miranda, John De Luca e Rob Marshall, mentre Jeffrey Silver è il produttore esecutivo.
Nel meraviglioso blu
Cura nei dettagli, atmosfere affascinanti e suggestive, musiche senza tempo con l’aggiunta di nuove canzoni altrettanto belle. La versione live action de La Sirenetta ha tutte le carte giuste per conquistare il grande pubblico. È un film che vi catapulterà subito in un viaggio in fondo al mare intonando le canzoni impossibili da dimenticare. Vi ritroverete a osservare il mondo da una prospettiva diversa, quella dal punto di vista di Ariel che desidera tanto vivere in superficie e realizzare il suo sogno d’amore.

«Una sirena non ha lacrime e per questo soffre molto di più», scriveva Hans Christian Andersen e la percezione della sofferenza, della costrizione in una vita che vorrebbe cambiare la percepite negli occhi di una bravissima Halle Bailey completamente nella parte. Il cambiamento di Ariel lo vediamo in quello sguardo che riesce a trasmettere la gioia di vivere la vita di una ragazza, nonostante non possa utilizzare la sua splendida voce.
La storia
Il film è ambientato negli anni Trenta del 1800 su un’isola fittizia dei Caraibi. Ariel è una vivace sirena diciottenne con una bellissima voce e in cerca di avventura. È la figlia minore di Re Tritone che governa gli oceani dal suo regno sottomarino e la più ribelle tra le sue figlie dei Sette Mari.
Ariel è affascinata dal mondo in superficie ma il padre non vuole che lei abbia contatti con gli umani. Ariel trascorre il tempo con il suo amico Flounder e, in una grotta segreta, colleziona, oggetti del mondo degli umani, disseminati sul fondale oceanico. Un giorno, ignorando le regole del padre, sale in superficie e scopre un maestoso vascello mercantile comandato dall’avventuroso Principe Eric che salva dopo che la nave viene distrutta durante una tempesta.

Il comportamento di Ariel provoca la rabbia di Re Tritone che distrugge tutti i tesori della sirenetta. Ariel sconfortata vuole disperatamente realizzare i suoi desideri e si fa aiutare dalla strega del mare, Ursula, la sorella di Tritone. Ariel rinuncia così alla sua voce melodiosa in cambio delle gambe e dell’occasione di esplorare il mondo degli umani. Ma la sua scelta comporta anche delle conseguenze. Eric dovrà innamorarsi di lei e baciarla entro la fine del terzo giorno, altrimenti apparterrà a Ursula per l’eternità.
Dall’idea alla realizzazione del live action
«È una storia estremamente moderna, incentrata su una ragazza che si sente fuori posto e vede la sua vita in modo diverso rispetto a tutte le persone che la circondano. Con coraggio si imbarca in un viaggio alla scoperta di se stessa, abbattendo barriere e imparando a non avere paura del diverso, che nel suo caso è il mondo degli umani. I temi contemporanei che questa storia esplora mi sembravano un antidoto alle divergenze del mondo, poiché ci ricordano che tutti noi siamo un’unica realtà», afferma Marshall.

«Ariel e Eric sono come Romeo e Giulietta, due giovani incompresi che vivono in un mondo di ideologie contrastanti. La nostra eroina è una classica outsider, proprio come lo stesso Hans Christian Andersen. Dopo aver perso la sua voce, lotta per ritrovarla e ci riesce grazie alla sua indomita perseveranza», aggiunge John DeLuca, partner creativo di Marshall.
«Questo è stato il film più impegnativo della mia carriera. Come si fa a realizzare un musical sottomarino? Non è mai stato fatto prima d’ora» sottolinea Marshall. «Sapevamo che stavamo per navigare in acque inesplorate», gli fa eco DeLuca.
Ariel e i suoi amici del mare
Nel film Disney ritroveremo gli amici sottomarini di Ariel: Flounder il pesce tropicale della barriera corallina, Sebastian il simpatico granchio rosso maggiordomo del Re e Scuttle, divertentissimo uccello marino bianco e nero.
Le riprese principali si sono svolte ai Pinewood Studios, fuori Londra da dicembre 2020 alla primavera del 2021, durante questo periodo sono stati creati anche tutti i filmati di riferimento per i personaggi completamente digitali.
Le scene sottomarine non sono state girate sott’acqua ma con una tecnica cinematografica chiamata dry-for-wet in un ambiente dotato di blue screen, con gli attori che utilizzavano una serie di attrezzature allo stato dell’arte che comprendevano cavi, altalene e tuning fork, Gli attori indossavano spesso imbracature dotate di un contrappeso sulla parte posteriore, che simulavano in modo realistico i movimenti dell’acqua.
Le meravigliose acqua italiane
A maggio 2021 la produzione si è spostata in Sardegna per realizzare diverse riprese. I filmmaker erano alla ricerca di una location per la spiaggia isolata in cui Ariel salva Eric e in cui sarebbe stato ambientato anche l’emozionante e trionfale addio alla fine del film: avevano bisogno di trovare una location reale in Europa che potesse supportare un’intera crew cinematografica, e il luogo in questione avrebbe dovuto avere un’atmosfera magica ed epica.

«La Sardegna aveva tutto quello che ci serviva: acque azzurre e cristalline, un litorale spettacolare, scogliere scoscese, fortezze, vaste spiagge e strade di campagna», spiega Marshall. D’altronde la Sardegna è famosa per i suoi spettacolari paesaggi naturali, i panorami, le scogliere e le meravigliose spiagge con un mare bellissimo. Le formazioni rocciose dell’isola hanno consentito di mostrare l’acqua del mare che accarezzava dolcemente la spiaggia e bagnava la sabbia e gigantesche onde che si infrangevano sugli scogli.

Le location in Sardegna sono Cala Moresca, la spiaggia sulla costa nord orientale con un molo di pescatori e una via, dove sono state girate le scene ambientate nel villaggio di pescatori e attorno al molo del castello. La spiaggia di Rena Majore è stata scelta come location per la spiaggia di Ariel: qui sono state girate le iconiche scene in cui Ariel salva Eric ed emerge dall’acqua per salire sullo scoglio. Lo scoglio è stato costruito appositamente per il film e trasportato in Sardegna, posizionato nell’acqua in location prima dell’arrivo del cast. Le scene della corsa in carrozza con Ariel ed Eric sono state girate sulla costa frastagliata di Rena di Matteu.
Focus sui costumi
I look più meravigliosi e splendenti dal punto di vista visivo appartengono ad Ariel e alle sorelle, ognuna delle quali rappresenta uno dei sette mari. «Abbiamo deciso di ispirarci alla mitologia di Tritone e del mondo sottomarino. Inoltre, avere sette figlie ispirate ai sette mari ci ha aiutato a rendere il film più globale», specifica Marshall.
«Volevamo che la tavolozza cromatica di base rendesse omaggio al film originale, ma al tempo stesso volevamo allontanarci da quel mondo e offrire una prospettiva nuova e originale», racconta la costumista Colleen Atwood riguardo al look di Ariel.
Le voci italiane
L’adattamento italiano di un film imponente come questo ha la sua notevole importanza. Dietro a un classico di animazione che ha segnato un’intera generazione la Disney si è avvalsa di una squadra di doppiaggio di livello. Tra i nomi emergono Mahmood nel ruolo di Sebastian, Yana C che presta la voce nelle canzoni ad Ariel e Simona Patitucci oggi nel ruolo di Ursula ma che nel 1989 ha interpretato Ariel.
Che significa partecipare alla realizzazione di un film come questo?
«Sono passati tre decenni, ero una bambina quando ho doppiato Ariel nel 1989. Con Ursula avevo un appuntamento, perché all’epoca ero stata selezionata sia per il ruolo della strega cattiva che di Ariel, ovviamente scelsi il ruolo della Sirenetta. Quando mi è stato chiesto di partecipare a questo live action nel ruolo di Ursula ho pensato fosse un segno del destino, è come un cerchio che si chiude. Per me è stata una grande emozione tornare in un ambiente umano molto speciale e ripensare a quello che è stato il cartone animato e che resterà per sempre. Sono molto emozionata e grata di continuare a far parte del mondo Disney», si racconta Simona Patitucci in conferenza stampa.

«Essere la voce di Ariel nelle canzoni è un sogno che si realizza. Il mondo del doppiaggio era nuovo per me. Il modo di cantare disneyano è molto più vicino al musical rispetto a quello che sono abituata a fare di solito. È stato un lavoro molto emotivo ma anche tecnico e molto divertente. Con questa nuova versione de La Sirenetta sento di far parte di un cambiamento, spero di essere stata all’altezza e di trasmettere agli altri l’emozione che ho provato io interpretando questo ruolo», dice Yana _C.
«Ho avuto da sempre un contatto importante con l’acqua. La Sirenetta è un dei cartoni animati Disney che ho sempre amato. Io un po’ mi sento Sebastian!», si confida Mahmood.
Ci sono state difficoltà in sala di doppiaggio?
«Ho iniziato a lavorare nel mondo del doppiaggio a sette anni. Ogni volta che ci si approccia a un personaggio nuovo è sempre una sfida. Non crediate che la tecnica ti porti a cavartela sempre, soprattutto quando c’è il desiderio di eccellere, perché la perfezione non esiste ma l’eccellenza sì. L’obiettivo è sempre arrivare con una carica emotiva e divertirsi. Negli anni mi sono sempre domandata “chissà come sarebbe stato”. È stato come raccontare una storia da un altro punto di vista», aggiunge Simona ad oggi unico caso in cui la voce di una protagonista torna nello stesso franchise interpretando un altro personaggio iconico.
«Quando ero piccolo nuotavo sott’acqua e cercavo Atlantica! Sono contento che abbiano scelto il mare della Sardegna, perché è il più bello del mondo. Ho affrontato tutto il lavoro con orgoglio e responsabilità, ci tenevo a fare bene per regalare alle generazioni quello che ho vissuto io da piccolo. Sono legato alla Disney. Ho sempre amato la colonna sonora di Hercules, soprattutto l’interpretazione di Alex Baroni», ha specificato Mahmood.
Alessandra Caputo
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