Papa Francesco e l’incontro con gli operatori dell’informazione

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Papa Francesco

Un evento molto emozionante per chi ha avuto modo di vedere quello che si può definire un “uomo tra gli uomini”

Emozionante e unico l’incontro diretto con Papa Francesco. Nel primo dei 36 grandi eventi dell’Anno Santo 2025, il Pontefice, per il Giubileo della Comunicazione, ha incontrato nella Sala Nervi 10mila giornalisti e rappresentanti dei media provenienti da 138 Paesi.

La giornata è iniziata con la conferenza moderata dal giornalista Mario Calabresi e ha visto le testimonianze di Maria Ressa, giornalista filippina naturalizzata statunitense e Premio Nobel per la Pace nel 2021, e di Colum McCann, scrittore irlandese di fama internazionale, autore di sette romanzi e tre raccolte di racconti premiati con riconoscimenti internazionali prestigiosi. L’arrivo di Papa Francesco è stato preceduto dal concerto del celebre maestro violinista Uto Ughi che con la sua orchestra ha incantato tutto il pubblico con brani di Bach e Oblivion di Astor Piazzolla, autore argentino molto apprezzato da Bergoglio.

«Comunicare è una cosa divina»

Il Papa contro ogni plausibile previsione ha stravolto il programma rifiutandosi di leggere le 9 pagine di discorso preparate per l’occasione. «Ho un discorso di nove pagine. E leggere a quest’ora 9 pagine, con lo stomaco che si muove sarebbe una tortura» – ha affermato il Santo Padre strappando così un sorriso a tutti i presenti.

A braccio Papa Francesco ha proseguito, «vorrei soltanto dire una parola sulla comunicazione. Comunicare è uscire un po’ da se stessi, per dare del mio all’altro. E la Papa Francescocomunicazione non solo è l’uscita, ma anche l’incontro con l’altro. Sapere comunicare è una grande saggezza. Sono contento di questo Giubileo dei comunicatori. Il vostro lavoro» – ha sottolineato – «costruisce la società, la Chiesa, fa andare avanti tutti. A patto che sia vero. “Padre io sempre dico le cose vere…”, ma tu sei vero? Non solo le cose che tu dici ma tu, nel tuo interiore, nella tua vita, sei vero? È una prova tanto grande. Ma comunicare quello che fa Dio con il Figlio, e la comunicazione di Dio con il Figlio è lo Spirito Santo. Comunicare è una cosa divina. Grazie di quello che voi fate, sono contento. E adesso vorrei salutarvi e prima di tutto dare la benedizione».

Libertà

«Voglio ricordare tutti coloro che sono imprigionati soltanto per essere stati fedeli alla professione di giornalista, fotografo, video operatore, per aver voluto andare a vedere con i propri occhi e aver cercato di raccontare ciò che hanno visto. Sono tanti! Ma in questo Anno Santo, in questo Giubileo del mondo della comunicazione, chiedo a chi ha potere di fare in modo che vengano liberati tutti i giornalisti ingiustamente incarcerati. Sia aperta anche per loro unaportaattraverso la quale possano tornare in libertà, perché la libertà dei giornalisti fa crescere la libertà di tutti noi. La loro libertà è libertà per ognuno di noi», ha concluso il Pontefice.

E il pensiero non può che corre subito a tutte le donne e gli uomini nelle carcere iraniane arrestati e condannati a morte per crimini mai commessi o per ideologie diverse da quelle del regime teocratico della Repubblica islamica.

Emozioni forti

Bergoglio si è spinto oltre, in quella che per tutti i presenti è stata una giornata che difficilmente sarà impossibile da dimenticare. A seguito del breve discorso e dopo la benedizione si è fatto “un uomo tra gli uomini” rendendosi a disposizione di tutti, come un pastore che cammina tra la sua gente. Il Papa è sceso, in carrozzina, a salutare tutti i presenti e anche a prendere i ringraziamenti per tutto quello che ogni giorno regala alla comunità*. Insomma una circostanza unica, che ha suscitato forti emozioni fino alle lacrime. Raccontarle è un misto di confusione, ispirazione e connessione con un mondo spirituale forse troppo spesso dimenticato. Un momento di forte connessione spirituale e di gratitudine per tutto quello che rappresenta.

Probabilmente la capacità umana di questo Papa, in particolare di trasmettere un messaggio di speranza e amore universale, lo rende particolarmente vicino alla gente. È come se ci fosse una sensazione di pace, qualcosa di molto profondo che va al di là del mondo empirico.

Papa Francesco ha dimostrato sin dall’inizio del suo mandato di non essere solo una figura religiosa di riferimento per migliaia di fedeli, ma anche e soprattutto un “uomo” che sa parlare al cuore delle persone, incoraggiando la comunità a vivere secondo i principi di solidarietà e accoglienza. E se questo Giubileo della Speranza 2025 segna un momento di rinnovamento spirituale e di riflessione per tutti fedeli, l’incontro con il Santo Padre non può che essere l’occasione di transizione tra un prima e un dopo. Un “rito di passaggio” parafrasando Arnold Van Jennep, un cambiamento di status, che non potrà che incidere sul ruolo dell’informazione cercando sempre di attenerci come operatori dell’informazione, a quella «vera verità» invocata dal Pontefice nel suo discorso.

 

 

Tiziana Ciavardini

Foto © Tiziana Ciavardini, Eurocomunicazione

Video © Eurocomunicazione

 

*Ed io ero lì. L’ho salutato e l’ho ringraziato per tutto quello che ogni giorno regala alla comunità

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