Semestre: quali compiti per l’Italia

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Il ruolo di Presidente del Consiglio dell’Unione Europea verrà svolto dal nostro Paese fino a dicembre: ecco cosa aspetta Renzi & co.

Per i prossimi sei mesi l’Italia sarà il presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea: ma in cosa consiste questo ruolo che il nostro Paese torna a ricoprire dopo undici anni? Vediamo più  nel dettaglio. Con la sola eccezione degli Affari Esteri e dell’Eurogruppo, il Presidente di turno dell’Ue organizza le riunioni dei vari ministeri europei (Interni, Giustizia, Industria, Ambiente e soprattutto dell’Ecofin), nonchè del Consiglio dell’Unione: ne prepara l’agenda con i provvedimenti da discutere, e le presiede facendo da mediatore tra le parti al fine di giungere ad un accordo di compromesso.

Fino al 31 dicembre 2014 toccherà dunque all’Italia proporre all’ordine del giorno argomenti e priorità rilevanti per l’Unione europea o per gli altri Stati membri. Il nostro Paese assicurerà inoltre la rappresentanza del Consiglio all’esterno, e avrà quindi la responsabilità di dialogare con la Commissione e con il Parlamento, soprattutto nei casi di decisioni da condividere.

Quella che il premier Matteo Renzi ha appena aperto è la dodicesima presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea: la prima fu tra il luglio e il dicembre 1959, quando a Palazzo Chigi sedeva Antonio Segni. Le successive ci toccarono nel 1962 (con Fanfani come Presidente del Consiglio), nel 1965 (premier Aldo Moro), nel 1968 (Leone, poi Rumor), nel 1971 (Emilio Colombo), nel 1975 (ancora Moro), nel 1980 (Cossiga), nel 1985 (Craxi), nel 1990 (Andreotti) e nel 1996 (Dini, poi Prodi).

L’ultima è stata nel 2003, quella aperta dall’arcinoto battibecco tra l’allora premier Silvio Berlusconi e il capogruppo socialista Martin Schulz.

Alessandro Ronga

Foto © European Community, 2014

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