Quando lo stile italiano incontra la storia del cinema
Nel cuore del Miracle Mile di Los Angeles, all’angolo di Wilshire Boulevard e Fairfax Avenue, ha aperto al pubblico l’Academy Museum, la monumentale costruzione realizzata da Renzo Piano per accogliere la storia del cinema.
L’apertura del museo è stata preceduta da una settimana di celebrazioni culminate con un esclusivo gala premiere organizzato dall’Academy Museum of Motion Pictures insieme a Vanity Fair e presieduto dall’attore inglese Robert Pattinson, nuovo membro dell’Academy e dalla cantante californiana H.E.R., premio Oscar per “Fight for you” colonna sonora del film “Judas and the Black Messiah”.
Il museo promuove la comprensione, la celebrazione e la conservazione del cinema attraverso mostre, programmi, proiezioni, iniziative e collezioni.
Focus sul museo
Dietro al progetto e alla realizzazione c’è la mente e la firma dell’architetto Renzo Piano. Il campus del museo comprende lo storico edificio Saban restaurato, noto come l’edificio della May Company (1939) e un’imponente aggiunta sferica. Nell’insieme gli edifici accolgono 50mila mq di spazi espositivi, due teatri, uno studio didattico, un ristorante, un negozio e spazi pubblici.
Ad oggi il nuovo museo è il più grande del Nord America a dedicare spazi per l’esplorazione di film e cultura cinematografica e non poteva che trovare la sua collocazione a Los Angeles, capitale mondiale del cinema.
«Viviamo in tempi in continua evoluzione e ora più che mai abbiamo bisogno di unirci per condividere le nostre storie, aprendo un’istituzione così dinamica e diversificata», ha dichiarato Bill Kramer, direttore e presidente del Museo.
Sarà un’occasione per conoscere particolari dei classici del cinema, scoprire segreti dei successi più amati e lasciarsi ispirare dall’arte cinematografica.
Da una sala all’altra
Entrare nell’Academy Museum significa immergersi in un vero e proprio percorso magico alla scoperta dello straordinario universo del cinema. Passeggiando da una sala all’altra vivrete un’esperienza unica tra presente, passato e futuro di Hollywood; osservando costumi, trucchi, acconciature e soffermandovi a guardare le più celebri pellicole.
Il museo ospiterà collezioni permanenti ma anche oltre 12 milioni e mezzo di fotografie, circa 230 mila film e video, 65 mila poster, 85mila sceneggiature. Non mancano le collezioni speciali di giganti del cinema: Cary Grant, Katharine Hepburn, Alfred Hitchcock, Hattie McDaniel, Spike Lee.

Si passa dalle Stories of Cinema, con celebrazioni, critiche e prospettive sulle discipline alla mostra temporanea Hayao Miyazaki, la prima retrospettiva museale in Nord America dell’opera dell’acclamato regista e dello Studio Ghibli.
C’è poi The Path to Cinema, highlights dalla Richard Balzer Collection con selezioni dal mondo principali aziende di giocattoli e dispositivi ottici pre cinematografici. Uno sguardo a Backdrop: An Invisible Art, un’installazione a doppia altezza che presenta il dipinto di Mount Rushmore utilizzato in North by Northwest (USA 1959) e The Oscars Experience presentata nella East West Bank Gallery, una simulazione che consente ai visitatori di salire sul palco del Dolby Theatre.
Passato, presente e futuro di Hollywood
«Se non fossi architetto avrei fatto cinema! È un grande onore aver realizzato questo museo, il mio lavoro è come un’avventura e devo ringraziare molte persone perché è uno sforzo comune. Il cinema crea emozioni, ogni cosa qui è essenziale, l’essenza di questa struttura», ha dichiarato Renzo Piano. Il famoso architetto italiano ha precisato che la forma della struttura non è da accostare alla celebre “Morte Nera” di Guerre Stellari, come è stato sottolineato dalla stampa.
«C’era bisogno di questo museo? Sì, è come il Partenone del cinema! Dobbiamo celebrare tutto ciò che questa città ha portato al mondo», ha precisato Tom Hanks.
«Tutto il cinema di quest’anno sta spingendo per far sì che le persone si reinseriscano davvero ed entusiasmino di nuovo l’industria», ha sottolineato Pattinson durante la serata inaugurale.
Quando è stato chiesto all’attore britannico quale memorabilia della sua filmografia avrebbe donato al museo ha riso dichiarando: «Voglio tenerne la maggior parte, così posso venderli quando sarà al verde!».
Alessandra Caputo
Foto © Joshua White – Phil McCarten (Academy Museum Foundation)













