“Papa Buono”, mostra per 10° anniversario

0
1531
Roncalli

Giovanni XXIII promosse il Concilio Vaticano II, l’evento che avrebbe cambiato il volto della Chiesa nel Mondo

 

Per i turisti che giungono a Roma da ogni parte del mondo è d’obbligo visitare il Colosseo, il Pantheon, Piazza Navona, Castel Sant’Angelo per poi dirigersi verso Piazza San Pietro. Qui, a duecento metri dall’ingresso Vaticano di S. Anna, è possibile visitare, gratuitamente, la mostra su Giovanni XXIII, allestita presso la Galleria d’Arte Poli in Borgo Vittorio 88. La mostra celebra il 10° anniversario della canonizzazione di Papa Roncalli, ed è dedicata anche alla memoria del Cardinale Loris Capovilla che fu il suo segretario.

Chi era Angelo Giuseppe Roncalli

Nato a Sotto il Monte (Bergamo) nel 1881 era il quarto di ben tredici fratelli. Roncalli era di umili origini, la sua famiglia, di origine contadina, viveva di mezzadria. Grazie all’aiuto economico di uno zio studiò presso il seminario minore di Bergamo, poi nel 1896 entrò nel terz’ordine francescano. Ebbe una borsa di studio e si trasferì a Roma nel seminario di Sant’Apollinare dove completò gli studi. Venne ordinato sacerdote nel 1904 nella chiesa di Santa Maria in Montesanto in Piazza del Popolo a Roma. L’anno seguente il vescovo di Bergamo Giacomo RadiniTedeschi intuendo i suoi meriti di dedizione, discrezione ed efficienza, lo nominò suo segretario.

Roncalli restò a fianco del vescovo sino alla sua morte nel 1914. Richiamato nel 1915 nell’esercito fu inserito nella sanità militare e congedato con il grado di tenente cappellano. Nel 1921 Benedetto XV lo nominò presidente dell’Opera della Propaganda della Fede. In tale contesto con il nuovo Papa Pio XI redasse il Motu proprio del Pontefice “Romanorum pontificum” la magna carta della cooperazione missionaria. Fu Pio XI che nel 1925 lo nominò “visitatore apostolicoin Bulgaria. Doveva rimanere nel Paese per pochi mesi che invece divennero ben dieci anni, inserendosi nella vita della Nazione e imparandone la lingua.

Turchia, Grecia e Francia

Nel 1934 fu delegato apostolico in Turchia e in Grecia. Fu in questo periodo della vita che Roncalli si adoprò per interventi a favore degli ebrei in fuga dagli Stati europei che venivano occupati dai nazisti. Ad Ankara ebbe stretti rapporti con l’ambasciatore tedesco, il cattolico e vice cancelliere del Reich Franz Von Papen. Da lui ebbe soldi, vestiti, cibi per i rifugiati che arrivavano scalzi e affamati dall’Est europeo. Ebbe modo di aiutare oltre 20.000 rifugiati. Durante la guerra una nave piena di bambini ebrei tedeschi giunse al porto di Istanbul. Secondo accordi con i Governi turco e tedesco la Turchia avrebbe dovuto rimandare indietro quei bambini ai campi di sterminio, ma grazie alla sua amicizia con von Papen i bambini si salvarono.

Nel 1944 Papa Pio XII nominò Roncalli nunzio apostolico a Parigi, riuscendo anche da lì a salvare molti ebrei che si erano rifugiati in Bulgaria dalla deportazione in Germania. Nel 1953 fu creato cardinale nel concistoro del 12 gennaio e nominato Patriarca di Venezia. Con il nuovo segretario mons. Loris Capovilla, si fermava spesso a conversare in dialetto con i gondolieri. Secondo quanto scrisse un giornale locale dell’epoca “riceveva senza tante storie anche l’ultimo degli straccioni”.

L’evento storico del Concilio Vaticano II

Dopo la morte di Pio XII nel 1958, l’elezione di Angelo Roncalli avvenne il 28 ottobre di quell’anno dopo un conclave durato solo 4 giorni. La sua incoronazione avvenne il successivo 4 novembre. Scelse come nome Giovanni, perché, come ci ha rivelato il cardinale Comastri alla inaugurazione della mostra, voleva ricordare suo padre Giovanni Battista morto nel 1935. Il 25 gennaio 1959 Papa Giovanni si trovava nella Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma e aveva appena terminato la messa conclusiva dell’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, quando, rivolgendosi ai dodici cardinali presenti al rito li lasciò esterrefatti dicendo: «pronuncio innanzi a voi, tremando di commozione la proposta di indizione di un Sinodo diocesano per l’Urbe e un Concilio ecumenico per la Chiesa universale».

Il concilio sarebbe durato tre anni dal 1962 al 1965 del quale però non vide la fine in quanto il 3 giugno del 1963 Giovanni XXIII morì a seguito di un tumore.

L’iniziativa

Il Papa aveva preso questa iniziativa per adattare la Chiesa al mondo moderno. Roncalli Roncalliimpersonava un uomo con i modi bonari del curato di campagna, era sempre sorridente, e persino il cardinale segretario di Stato Domenico Tardini lo definiva affettuosamente «un pacioccone». Era «l’imprevedibile vecchio che ringiovanì la Chiesa» questa l’immagine che ne dava l’arcivescovo Loris Capovilla – scomparso nel 2016 a 101 anni – suo segretario e confidente «camminava col passo cadenzato dei contadini, che né intemperie né stanchezza riuscirebbero ad arrestare».

Il miracolo attribuito a Papa Giovanni XXIII

Risale al 1966 la guarigione inspiegabile che ha consentito la Santificazione di Papa Roncalli. Una religiosa suor Caterina Capitani era ricoverata a Napoli in gravissime condizioni per la perforazione dello stomaco dovuta a una ulcera gastrica. La notte del 22 maggio 1966, ormai in fin di vita, le sue consorelle sapendola devota di Papa Giovanni le avevano posto una immaginetta sullo stomaco invocandone la guarigione. Suor Caterina raccontò più tardi, di aver veduto accanto a sé Papa Roncalli che le annunciava la guarigione. La religiosa la mattina dopo lasciò tutti sbigottiti perché fu subito in grado di alzarsi e di mangiare. Il professore che la aveva in cura con grande meraviglia constatò la guarigione e che la ferita era “improvvisamente” sparita.

In seguito testimoniò l’inspiegabilità dell’evento. Il miracolo riconosciuto nel 1999 dopo ben 33 anni di accurate perizie mediche e documenti sanitari. Il 3 settembre 2000 Giovanni Paolo II ha proclamato Roncalli beato e canonizzato il 27 aprile del 2014.

L’inaugurazione della mostra

All’inaugurazione della mostra che comprende fotografie d’epoca, indumenti e oggetti, nonché pitture a mosaico con il volto di Papa Giovanni XXIII, sono intervenuti il cardinale Angelo Comastri arciprete emerito della Basilica di San Pietro, che per l’occasione ha raccontato un vincolo che legava Angelo Roncalli al suo segretario mons. Capovilla. L’uno doveva essere presente al capezzale dell’altro al momento del trapasso, cosa che avvenne puntualmente.

Erano presenti anche mons. Luis Martìn De San Martìn sottosegretario del Sinodo dei vescovi; mons. Claudio Dolcini rettore e parroco di Sotto il Monte Giovanni XXIII; Andrea Mezzetti assistente artistico del progetto Arte Poli; il dr. Ivan Marsura responsabile della Galleria Arte Poli e direttore del Museo dei Papi, che ha illustrato al Cardinale Comastri gli oggetti, le foto gli indumenti di San Giovanni XXIII visibili in teche di vetro a forma di Piramide. Moderava la cerimonia il dott. Luca Caruso responsabile dell’ufficio stampa Fondazione Ratzinger – Benedetto XVI. Presenti anche numerosi giornalisti vaticani e ambasciatori.

Tra gli oggetti in mostra un bicchiere utilizzato gli ultimi giorni di vita macchiato con liquido rosso, una siringa in vetro, un indumento con il sangue del Santo, paramenti sacri. La mostra è dedicata anche alla memoria di Loris Capovilla e resterà aperta fino a venerdì 26 luglio.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco, Eurocomunicazione

Articolo precedenteGiovani, forma fisica e salute mentale sono collegate
Articolo successivoVar, quando la natura incontra la cultura e l’arte di vivere
Giancarlo Cocco
Laureato in Scienze Sociali ad indirizzo psicologico opera da oltre trenta anni come operatore della comunicazione. Ha iniziato la sua attività giornalistica presso l’area Comunicazione di Telecom Italia monitorando i summit europei, vanta collaborazioni con articoli sul mensile di Esperienza organo dell’associazione Seniores d’Azienda, è inserito nella redazione di News Continuare insieme dei Seniores di Telecom Italia ed è titolare della rubrica “Europa”, collabora con il mensile 50ePiù ed è accreditato per conto di questa rivista presso la Sala stampa Vaticana, l’ufficio stampa del Parlamento europeo e l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2010 è corrispondente da Roma del quotidiano on-line delle Marche Picusonline.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui