L’anima arcana di Danzica

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La Città sul Baltico sorprende per le sue bellezze architettoniche e per la multiforme offerta culturale

Pur in gran parte distrutta durante la Seconda guerra mondiale, Danzica conserva una patina arcaica, un’atmosfera da tempo trascorso. Un lavoro certosino ha riportato il tessuto urbano all’antico splendore, senza rinunciare a sorprendenti incursioni nella modernità.

La città vecchia

Passeggiando per le vie della città vecchia sembra di respirare la vocazione cosmopolita di questo importante centro commerciale sul Baltico, sede della Lega anseatica. La cosiddetta Corte di Artù (Dwór Artusa), dove si riunivano le corporazioni, fa ancora bella mostra di sé nella piazza centrale, accanto alla seicentesca fontana del Nettuno. Sembra impossibile che gli edifici della Mariacka, la via dell’ambra, siano frutto della ricostruzione postbellica. Tutto parla del passato. Nel Medioevo qui albergavano botteghe di calzolai e macellai. A partire dal Milleduecento l’architettura gotica impone le sue forme, arricchite in seguito dai lasciti del Rinascimento e del Barocco. Un’eredità in gran parte perduta. I bombardamenti del 1945 feriscono il tessuto urbano e anche questo gioiello, del quale restano intatte poche case e alcuni portici; eppure il visitatore odierno non se ne rende conto, tanta è l’accuratezza del lavoro svolto.

I Gargoyles della Mariacka

Strane teste di drago e di altri esseri fantastici ornano la via, veri e propri Gargoyles i quali, invece di ergersi sulle guglie delle cattedrali, si mostrano sui caratteristici terrazzini che definiscono l’architettura, ai quali si accede salendo pochi gradini. Le abitazioni, alte e strette, definiscono il paesaggio. Numerosi bassorilievi completano la decorazione. La prospettiva culmina nell’imponente e massiccia sagoma della Basilica di Santa Maria, ricca di opere d’arte.

Magia dell’ambra

Sostanza misteriosa l’ambra, alla quale antiche credenze attribuiscono poteri magici. Già nell’età della pietra ne venivano ricavati amuleti. Plinio il vecchio ne lodava le proprietà. Nel Medioevo ricorreva frequentemente nelle prescrizioni mediche. Nel 1477 a Danzica viene istituita la corporazione degli artigiani dell’ambra. Materia in grado di preservare intatti esseri risalenti a milioni di anni fa, vera e propria macchina del tempo, che ci permettere di immergere lo sguardo nelle ere trascorse. Dobbiamo la sua abbondanza in terra polacca ai ghiacciai, che trasportarono e diffusero l’ambra nel Baltico. Il museo, ospitato in un vecchio mulino, appare come una autentica Wunderkammer, colmo di oggetti di straordinaria fattura; dal portasigarette dell’arciduca Rodolfo di Asburgo ai pettini, alle spille, alle scacchiere con i loro magnifici pezzi, ai mobili, agli scrigni, ai camei, ai boccali finemente decorati. Nelle sue diverse declinazioni, colma di opacità o trasparente come cristallo, l’ambra appare davvero come una materia affascinante e arcana.

Il mare

Al visitatore attento la fontana del Nettuno aveva già svelato la connessione di Danzica con l’elemento acquatico. La nota gru medioevale, sede di un interessante esposizione, parte del complesso museale della navigazione, evidenzia l’importanza commerciale della città antica. Rilassanti crociere portano il turista fino al Westerplatte, luogo dove ebbe inizio il Secondo conflitto mondiale, e fino alle località costiere, meritevoli di una visita. Insieme a Gdynia e Sopot, Danzica forma un trittico urbano di grande suggestione.

Il museo della Seconda guerra mondiale

Città definita dal più sanguinoso conflitto del Novecento, ospita un importante museo dalla foggia audace e moderna, dedicato in particolare all’arco temporale che va dal 1939 al 1945 con particolare attenzione all’esperienza polacca, anche nei periodi antecedenti e successivi alla guerra. Una struttura inclinata, le cui radici affondano in profondità nel terreno, quasi a simboleggiare un utopico passaggio dal buio alla luce. Un’esposizione dalle tecnologie multimediali conduce il visitatore attraverso un percorso immersivo di toccante emotività.

I cantieri

La storia subisce un’altra, importante svolta, con la nascita del movimento Solidarność, primo passo verso la caduta del regime comunista e verso una Polonia libera. I cantieri di Danzica sono oggi un importante luogo della memoria, per non dimenticare che la democrazia è una conquista dolorosa, continuamente minacciata dal crudele evolversi della storia umana. Il Centro europeo di Solidarność non è un paludato museo, ma un luogo vivo, di notevole importanza per ricordare da dove veniamo e per indirizzare il nostro futuro.

Suggestioni letterarie

Città natale di Günter Grass nel 1927, anno di nascita dello scrittore premio Nobel, è ancora indipendente. Il tamburo di latta, suo sorprendente esordio e preludio della cosiddetta Trilogia di Danzica (composta inoltre da Gatto e topo e Anni di cani), è opera della memoria, tentativo di eludere l’oblio mediante il mezzo letterario. Lavoro multiforme, il cui registro oscilla fra il grottesco e l’avventura picaresca, complesso come è la città stessa. Un ulteriore tassello per il visitatore che non si limiti alla mera facciata, ma senta il desiderio di esplorare quanto c’è dietro. Tappa obbligata per il turista letterario la Galleria dedicata allo scrittore, nella quale è possibile ammirare anche parte della sua opera grafica. Danzica appare dunque come un centro urbano dalle innumerevoli suggestioni, impossibili da esaurire in questa sede (per info dettagliate www.visitgdansk.com), in grado di incontrare i gusti e le esigenze più diverse.

 

Riccardo Cenci

Foto © Riccardo Cenci, Eurocomunicazione

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