I migranti e gli immigrati nella società moderna

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Immigrati

La crisi demografica in Italia e il ruolo fondamentale degli immigrati. La situazione per la Caritas Marche e in particolare Pesaro

Nella serie “Problemi e prospettive dell’economia italiana” diretta da Enrico Saltari in studi superiori, ed. Carocci, c’è un interessante saggio dal titolo “L’economia delle migrazioniil caso italiano” di Giorgia Marini e Giorgio Rodano.

Sono molti gli italiani che hanno un atteggiamento pregiudizievole verso i migranti e gli immigrati. Li accusano di rubare loro il lavoro, di non integrarsi, di alimentare le attività criminali. Eppure, le statistiche e l’economia raccontano un’altra storia. Da tanti anni l’Italia è in crisi demografica: si fanno pochi figli e la popolazione diminuisce. Perciò gli immigrati non sottraggono posti di lavoro, visto che svolgono quelle attività che gli italiani non svolgono più. Inoltre contribuiscono al pagamento delle pensioni e alimentano una crescita economica.

Il primo interrogativo che evidenzia il libro è: “È possibile una politica di apertura ai migranti che non faccia esplodere le tensioni sociali?” La risposta è affermativa, ma occorre incrementare i flussi migratori. E poi si deve essere capaci di sostituire il mercato criminale che attualmente gestisce i flussi con uno regolare e trasparente. Principi sostenuti con forza da Papa Francesco, figlio di immigrati, che in più occasioni ha teso loro le sue braccia, sostenendo che il bisogno rappresenta uno o più stati di difficoltà in cui una persona viene a trovarsi in un determinato momento della propria vita.

Il fabbisogno in Italia

Secondo lo studio di Marini e Rodano, tenendo conto dei dati Istat che affermano che l’afflusso netto di immigrati dal 2017 al 2030 dovrebbe essere di circa 2,8 milioni di unità, e che, secondo un calcolo, dovrebbe fissare in altri 2,5 milioni il fabbisogno di ulteriori immigrati per consentire al prodotto potenziale italiano di crescere al 2% medio annuo.

I dati dell’immigrazione a Pesaro nel 2024, forniti dalla Caritas, rispecchiano i dati nazionali. Mostrano, quindi, una crescita della popolazione straniera residente in Italia. Un incremento del 3,2% e che in scala nazionale è più alta degli anni precedenti. Tra questi circa 200.000 hanno ottenuto la cittadinanza e sono 435 mila gli immigrati dall’estero Nel 2023 si sono registrati più immigrati e meno emigrati.

Un’emergenza che dura da anni

Una data storica per la Caritas Marche e Migrantes Marche: 25 ottobre 2006 presso la sala della Provincia di Pesaro e Urbino. Già 20 anni fa si discuteva a Pesaro dei problemi migratori. Ogni anno con la pubblicazione del dossier statistico si è fatto il punto sulle povertà. Nel 2005 si sono rivolti alle Caritas diocesane delle Marche 15 000 poveri. Oggi i numeri sono decisamente aumentati, perché agli stranieri, si sono aggiunte numerose famiglie italiane che non riescono ad arrivare a fine mese.

Nell’enciclica di Benedetto XVI “Dues caritas est”, sono tre le indicazioni da riprendere per la Caritas:

  • deve dare una risposta;
  • deve essere indipendente da partiti e ideologie.
  • deve essere gratuita e non deve essere un mezzo per fare proseliti.

Se Papa Benedetto ha rappresentato la ragione, Papa Francesco era il cuore, nei confronti Immigratidel magistero della chiesa, con uno spazio privilegiato agli ultimi e a Pesaro la situazione di povertà colpisce più le donne, 54,6. I Centri d’ascolto della Caritas come quella pesarese, accolgono per metà i bisogni materiali, circa il 22% per soluzioni lavorative e circa il 20% alla sfera dell’ascolto.

 

Paolo Montanari

Foto © Novecento.org, Vatican News, Redattore sociale

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