“Affaire Dalli”: il Tribunale della Cge respinge le accuse a Barroso

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Il primo presidente della Commissione europea chiamato a testimoniare dalla Corte di Giustizia Ue vince la causa, ma la giustizia maltese rilancia

26 Maggio 2015 | di | Senza categoria

Nel pomeriggio del 16 ottobre 2012, la Commissione europea diffonde un comunicato stampa nel quale annuncia che il Commissario per la salute e la politica dei consumatori, John Dalli, ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili, in seguito a un’inchiesta aperta nei suoi confronti dall’OLAF (acronimo francese che sta per Office européen de Lutte Anti-Fraude, l’Ufficio europeo per la lotta anti-frode) per corruzione. Nei giorni seguenti, però, l’ex commissario Dalli rilascia dichiarazioni in cui, negando ogni addebito di corruzione, fa intendere che le sue dimissioni sono state tutt’altro che volontarie, ma di essere stato “dimesso” dall’allora presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.

Giovanni Kessler

In data 24 dicembre 2012 Dalli intenta una causa contro la Commissione europea presso il Tribunale della Corte di Giustizia (Causa T-562/12), con la quale chiede l’annullamento della “decisione orale” presa da Barroso di estrometterlo dalla Commisione e il rimborso dei danni subiti in seguito a tale decisione. Sentenza arrivata pochi giorni fa: il 12 maggio scorso il Tribunale della Corte di Giustizia ha respinto il ricorso dell’ex Commissario. Prima di vedere i motivi della decisione della Corte, riepiloghiamo i fatti.

John Dalli.

Il 9 febbraio 2010 la Commissione Barroso II entra in carica e John Dalli, di nazionalità maltese, è nominato Commissario alla Salute e alla politica dei consumatori. Uno degli impegni del Commissario Dalli è di lavorare a una nuova Direttiva sui prodotti del tabacco che sostituisca quella, datata, del 2001 (2001/37/CE). Il 21 maggio 2012 la Commissione europea riceve una denuncia da parte della società svedese Swedish Match, che lamenta di essere stata contattata da un imprenditore maltese, Silvio Zammit, il quale presentandosi come amico del Commissario Dalli chiede una consistente somma di denaro al fine di ottenere, nella nuova Direttiva sul tabacco, l’eliminazione del divieto di commercializzazione del “tabacco per uso orale” prodotto proprio dalla Swedish Match, la cui vendita, per accordi Ue, è consentita solo in Svezia, Finlandia e Austria. Viene menzionata una richiesta di 60 milioni di euro.

José Manuel Barroso
José Manuel Barroso

Il 25 maggio 2012 l’Ufficio europeo per la lotta anti-frode (OLAF) inizia un’indagine nei confronti del commissario Dalli. Durante le indagini l’OLAF interroga due volte il commissario Dalli, ma rifiuta sempre di mostrargli il documento contenente la denuncia di Swedish Match. Il Commissario Dalli nega sempre ogni coinvolgimento nella vicenda. Il 15 ottobre 2012 il report dell’OLAF viene inviato al presidente Barroso. In tale report si afferma che il commissario Dalli ha partecipato a incontri riservati, non preventivamente comunicati alla Commissione, con rappresentanti dell’industria del tabacco organizzati dal citato Silvio Zammit e, benché non ci sia evidenza del fatto che l’ideatore delle richieste corruttive, esposte nella denuncia di Swedish Match, fosse proprio Dalli, il report cita circostanze che fanno ritenere plausibile che il commissario Dalli fosse a conoscenza delle “macchinazioni” ideate da Zammit e del fatto che egli stesse usando il nome di Dalli.

Launch of the " Quit Smoking with Bara " campaign with John Dalli, Sandro Rosell, President of FC Barcelona and Jordi MonŽs, Medical Director of FC Barcelona. September 17, 2012; id. P-021680

Il 16 ottobre 2012, alle ore 13.45, nell’ufficio del presidente Barroso vi è un incontro con il commissario Dalli, al quale sono presenti anche il capo di Gabinetto di Barroso e il direttore generale dei Servizi legali della Commissione. Pochi minuti dopo le 17 la Commissione europea diffonde il comunicato stampa con la notizia delle dimissioni di Dalli. Nel ricorso presentato il 24 dicembre John Dalli chiede l’annullamento della “decisione orale” di termine dell’ufficio di Commissario da parte di Dalli, con effetto immediato, presa da Barroso durante il meeting del 16 ottobre 2012.

CGELa Corte, inizialmente, trova difficoltà nel definire la richiesta di Dalli, in quanto dalla dichiarazione espressa nel ricorso non si comprende se l’atto di cui si chiede l’annullamento sia un atto preso autonomamente dal presidente Barroso, di rimozione con effetto immediato, riservato dagli articoli 245 TFUE e 247 TFUE alla Corte di Giustizia, o un atto “orale” del Presidente Barroso con il quale, esercitando i poteri conferiti al presidente della Commissione dall’art. 17 (6) del TUE, avrebbe chiesto le dimissioni di Dalli. Su richiesta della Corte, Dalli specifica che l’annullamento dell’atto, a sua opinione, può basarsi, legalmente, su entrambe le possibilità citate.

CGELa Corte, di sua iniziativa, decide che non ci sono evidenze per considerare che Barroso abbia esercitato i poteri riservati alla Corte stessa e quindi si concentra sulla possibilità che Barroso abbia esercitato, in maniera impropria, i poteri di chiedere le dimissioni di un commissario ex art. 17 (6) del TUE. Per fare questo la Corte chiama a testimoniare, oltre a Dalli, lo stesso presidente Barroso, gli altri funzionari della Commissione presenti all’incontro, oltre ad ex collaboratori di Dalli. Tale circostanza fa si che Barroso sia il primo presidente della Commissione europea chiamato a testimoniare dalla Corte di Giustizia Ue. La sua testimonianza è stata resa il 7 luglio 2014.

curiaIn seguito alle testimonianze rese e alla documentazione prodotta, sia da Dalli che dalla Commissione la quale ha sempre negato che Barroso avesse esercitato i poteri ex art.17 (6) TUE, il Tribunale di Giustizia ha stabilito, con la sentenza citata, che non vi è evidenza che il presidente Barroso abbia esercitato, seppur “oralmente”, le sue prerogative ex art.17 (6). Ciò che risulta è invece:

  • Il presidente Barroso ha avvertito l’ex commissario Dalli che in caso di sue non dimissioni avrebbe potuto usare i citati poteri;
  • L’ex Commissario Dalli, messo alle strette, pur negando ogni addebito, avrebbe preferito rassegnare le dimissioni piuttosto che subire un procedimento diretto del presidente, che ne avrebbe ulteriormente compromesso l’immagine;
  • Nelle dichiarazioni immediatamente successive al comunicato stampa della Commissione, John Dalli non ha mai dichiarato di essere stato rimosso dal suo posto con un’azione diretta del presidente Barroso;
  • Solo in momenti successivi Dalli ha cominciato a dichiarare di essere stato rimosso da Barroso, non fornendo nessuna evidenza di ciò.

John Dalli, membre désigné de la CE chargé de la Santé et de la Protection des consommateurs, à gauche, et José Manuel Barroso

Pertanto, a quasi tre anni di distanza, caso chiuso per il Tribunale della Corte di Giustizia e John Dalli condannato al pagamento delle spese processuali. L’epilogo della vicenda lascia comunque degli interrogativi aperti sulla consistenza delle accuse dato che la giustizia maltese, a cui la Commissione europea aveva comunicato i risultati dell’indagine, non ha trovato alcuna evidenza dei comportamenti attribuiti a Dalli, e i testi chiamati a deporre a Malta, tra cui la stessa Swedish Match, hanno rifiutato di presentarsi.

Per la cronaca, in data 3 aprile 2014, l’Unione europea ha emesso la nuova Direttiva sul Tabacco (2014/40/UE) a cui ha lavorato il successore di Dalli, Tonio Borg, sempre maltese. All’art.17 di tale Direttiva, si ribadisce il divieto alla commercializzazione del “tabacco per uso orale” con le consuete esclusioni per Svezia, Finlandia e Austria.

 

Ettore Timi

Foto © European Community and Court of Justice of the European Union, 2015. Nella foto di apertura la conferenza stampa di Giovanni Kessler, direttore generale dell’OLAF, all’incontro successivo alle dimissioni di John Dalli.

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