EXCO 2019 Roma cuore della cooperazione internazionale

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La manifestazione, unica nel suo genere, ha visto la partecipazione della politica e delle istituzioni insieme ai principali stakeholder del settore

26 Maggio 2019 | di | Eventi - Mondo - Politica

La capitale dal 15 al 17 Maggio ha ospitato L’EXCO 2019 la prima fiera sul tema. L’intero progetto già annunciato il 2 Luglio 2018 presso la Farnesina è stato realizzato da Fiera di Roma insieme a Sustainaway, Diplomacy (Organizzatore del Festival della Diplomazia) e la regia del Ministero degli Affari Esteri. L’iniziativa aveva come obiettivo, l’incontro e la creazione di sinergie tra il mondo del privato e delle imprese con quello delle istituzioni, della politica, delle università ma soprattutto dei rappresentanti di Paesi in via di sviluppo e delle principali agenzie della cooperazione che operano nel settore. Per questo motivo la presenza di alti esponenti della FAO dell’WFP e dell’IFAD è stata fondamentale. Inoltre Exco 2019 è stato il luogo della presentazione dell’External Investment Plan della Commissione europea e dei progetti di cooperazione allo sviluppo delle ONG finalizzati all’attuazione di Agenda 2030 e i suoi 17 SDGs.

La Politica

A fare gli onori di casa, di fronte ai rappresentanti di 70 Paesi (molti dei quali sono africani) sono stati la viceministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Emanuela Claudia Del Re; il direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo della Farnesina, Giorgio Marrapodi; il neo-direttore dell’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo) Luca Maestripieri; il direttore generale aggiunto della FAO, Roberto Ridolfi; l’amministratore unico di “Fiera Roma”, Pietro Piccinetti e Giorgio Bartolomucci di Diplomacy. Non è mancata la partecipazione politica del vicepremier Luigi Di Maio, del ministro dell’Economia Giovanni Tria e dell’Ambiente Sergio Costa.

Secondo Emanuela Del Re «la cooperazione internazionale è il braccio operativo più importante della politica estera italiana e un motore sociale fondamentale proprio perché si muove su un piano globale». Secondo la viceministra i dibatti in queste occasioni (EXCO 2019) permettono di toccare «prospettive differenti, dall’economia all’ambiente».

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ASVIS

Secondo L’ASVIS tramite il suo portavoce Enrico Giovannini, che riunisce oltre 160 istituzioni e reti della società civile, l’Italia è nei fatti il Paese del G7 che nel 2018 ha registrato il calo più significativo negli aiuti allo sviluppo rispetto all’anno precedente, il 15% in meno. Questo calo è dovuto in buona parte alla spesa ridotta per l’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo.

Vicepremier Luigi Di Maio MISE

Per il numero uno dello Sviluppo Economico (MISE) «in Europa c’è la consapevolezza che in Africa è in gioco il futuro stesso del Vecchio Continente, che non può di certo restare spettatore di fronte all’attivismo della Russia e soprattutto della Cina, che fanno enormi investimenti nel continente africano». Il ministro ha poi espresso piena soddisfazione per l’attenzione dell’EXCO 2019 sulla tecnologia nello sviluppo, in quanto l’appuntamento è stata un’occasione d’incontro tra imprese, agenzie per la cooperazione e istituzioni per sviluppare progetti futuri.

Nello scenario della cooperazione internazionale Di Maio ha affermato «l’Italia può ambire a diventare l’hub degli investimenti europei verso l’Africa continente con grandi opportunità», puntando su un rapporto più equilibrato per uno sviluppo condiviso, invitando tutti a una riflessione critica sul modello nato dalla decolonizzazione, che si basa su un rapporto sbilanciato tra donatore e ricevente. «Inoltre – continua – siamo il quarto donatore tra i Paesi del G7, per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo il nostro obiettivo è raggiungere lo 0,3% del Pil nel 2020 e lo 0,7% nel 2030» in linea con gli obiettivi ONU del 2030. L’agenda 2030 per la quale sottolinea Di Maio «siamo impegnati in una battaglia cruciale nei negoziati a Bruxelles per destinare più fondi del bilancio pluriennale dell’Ue alle politiche esterne e alla cooperazione internazionale».

Ministro dell’ambiente Sergio Costa

Costa ha dichiarato «Lo sviluppo sostenibile è lo strumento tramite il quale l’impatto dei cambiamenti climatici può essere mitigato se non arrestato completamente». Inoltre sostiene «Ambiente e clima sono per definizione ambiti nei quali la cooperazione è necessaria, la tutela e conservazione della natura e della biodiversità insieme alla lotta al cambiamento climatico, sono obiettivi trasversali e indivisibili». Sulla cooperazione globale, il ministro conferma l’aspirazione dell’Italia ad assumere un ruolo di leadership affermando «l’Accordo di Parigi sul clima è basato sulla necessità di una forte iniziativa e collaborazione internazionale».

Sul Continente africano, Sergio Costa ha evidenziato come esso sia una priorità per l’Italia in termini di cooperazione, sia perchè l’Africa è risultato il continente più colpito dai cambiamenti climatici, ma anche per le grandi potenzialità degli Stati africani di raggiungere lo sviluppo sostenibile anche attraverso le energie rinnovabili. Riguardo gli accordi già intrapresi sottolinea: «Abbiamo oltre 40 accordi già esistenti di cooperazione bilaterale, di cui oltre la metà con Paesi africani, e altri 25 sono in cantiere». In conclusione, ha aggiunto che c’è la necessità di coinvolgere il settore privato (legge 125/2014 che ha riformato la cooperazione internazionale) per rendere l’ambiente una “leva di sviluppo” rilanciando nuove opportunità e prospettive di lavoro attraverso tecnologie pulite. Sulla base di questo principio, a Roma lo scorso gennaio è stato inaugurato il Centro per l’Africa per il clima e lo sviluppo sostenibile.

 

James Sekitoleko

Foto © Ansa, Ministero Affari Esteri, Exco, James Sekitoleko

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