La Polonia svolta a destra e sceglie un presidente anti-Euro

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Il nazionalista Andrzej Duda è il nuovo capo dello Stato, grazie ai voti degli elettori che meno hanno beneficiato dell’ingresso di Varsavia nell’Ue

27 Maggio 2015 | di | Attualità - Europa

Andrzej Duda, giovane candidato nazionalista ha battuto domenica il Capo di Stato uscente, Bronislaw Komorowski, ed è il nuovo Presidente della Repubblica di Polonia. Quarantatreenne, Duda è cresciuto politicamente nel partito di destra Diritto e Giustizia (Prawo i Sprawiedliwosc – PiS) fondato dai fratelli Lech e Jaroslaw Kaczynski. E’ stato viceministro della giustizia tra il 2006 e il 2007 nel governo del premier Jaroslaw Kaczynski, poi segretario di Stato durante la presidenza di Lech Kaczynski. Alle elezioni 2011 è stato eletto deputato nelle file del Pis e nel 2014 eurodeputato.

Il nuovo presidente polacco non nasconde la sua contrarietà soprattutto all’entrata di Varsavia nell’Eurozona, dichiarando di voler tutelare in primo luogo gli interessi della Polonia: chi lo conosce bene garantisce che tuttavia che Duda, più che un euroscettico, è un anti-Euro. Varsavia è diventata membro dell’Unione Europea nel 2004, e nel giro di dieci anni è diventata una delle economie più floride e attrattive dell’area comunitaria. Ma il senso di appartenenza ad un grande progetto transnazionale come l’Ue ha attecchito solo nelle grandi città, e per lo più in fasce di popolazione con livello di istruzione superiore e con reddito medio-alto, abituata a viaggiare e ad interfacciarsi con l’estero.

Lech e Jaroslaw KaczynskiC’è però un’altra Polonia, quella rurale, dei pensionati e degli operai, che non ha ancora colto alcun beneficio dall’ingresso nell’Ue, né tantomeno ha visto migliorare la propria condizione con la fine dell’economia pianificata. Sono stati questi voti a trascinare Duda alla vittoria: secondo l’Ipsos, il candidato del PiS ha ricevuto il 66,4% dei voti fra gli agricoltori, il 61,9% fra gli operai, il 63,8% di studenti, il 62,4% di disoccupati, il 52,9% di pensionati. Questo elettorato, che si mostra soprattutto impaurito dall’idea di perdere parte della propria sovranità, è il serbatoio di voti del PiS.

L’“eurofobia” di questa Polonia, per quanto assurda possa sembrare, ha fondamenti del tutto logici in un Paese che storicamente è stato terra di conquista, e che nel secolo scorso ha conosciuto prima l’annessione alla Germania nazista e poi la soffocante influenza sovietica: non è un caso che Duda abbia ottenuto alte percentuali di consenso proprio in piccoli centri rurali ubicati nelle regioni dell’Est, dove la popolazione guarda verso il confine sempre con la preoccupazione che da lì possa giungere un esercito invasore.

Alessandro Ronga

Foto © Wikicommons

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