La promessa della UE: strategie e idee per cambiare l’Europa

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L’importanza dei Media nell’integrazione culturale europea

Cosa c’è che non va con il progetto Europa? Perché l’Europa non sta crescendo? Siamo in grado di costruire uno spazio pubblico europeo? Questi e altri interrogativi hanno animato il convegno dal titolo The promise of Eu, svolto negli spazi del MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma. Sei workshop tematici, ai quali hanno partecipato studiosi, esperti del settore e dirigenti dei servizi pubblici televisivi europei, durante i quali si è cercato di individuare risposte e soluzioni ai suddetti quesiti. Ecco alcune riflessioni emerse nel corso del dibattito.

Il progetto Europa sembra essersi fermato a metà strada, gli obiettivi principali non sono stati raggiunti. Ad esempio abbiamo attuato l’unione monetaria, seppur parziale, ma non quella fiscale. Il problema è certo politico. E’ dunque necessario modificare la governance della UE. Occorre trovare nuove strategie, per passare dall’austerità alla crescita. Abbiamo bisogno di politiche industriali efficaci e di innovazione.

Siamo di fronte ad una crisi di fiducia non solo a livello Europeo, ma addirittura mondiale. I cittadini si stanno distaccando dalla politica, non credono più nei valori fondamentali della democrazia. Ma siamo certi che i cittadini europei abbiamo mai avuto fiducia nella UE? In tal senso non bisogna solo ricostruire il consenso, ma porne addirittura le basi, edificare la fiducia giorno per giorno, con impegno e umiltà.

La difficoltà maggiore risiede nel dover raggiungere l’unità nella diversità. Entrano in gioco a questo punto i problemi dell’educazione e della comunicazione. La scuola in tal senso riveste un ruolo fondamentale, poiché ha la responsabilità di formare i giovani come comunità, al di là delle differenze linguistiche e culturali. Le istituzioni educative devono promuovere i valori della libertà e della giustizia, sui quali si fonda il sogno europeista.

Riguardo la comunicazione, vi è un problema di trasparenza a livello nazionale ed europeo. Non si può addossare tutta la colpa alla UE quando qualcosa va male. Bisogna trovare una maniera efficace per spiegare l’Europa ai cittadini, individuando i valori che ci accomunano, accettando le diversità, sviluppando in definitiva adesione sociale ad un progetto ricchissimo di potenzialità. A tale proposito ci vuole più azione politica a livello locale, dove i cittadini possono fruire in prima persona dei risultati raggiunti.

Entrando nello specifico, occorre preservare il pluralismo dell’informazione, unica garanzia di assoluta democraticità. Le istituzioni europee non devono aver paura di essere criticate. L’informazione, dal canto suo, deve essere affidata a mani esperte. Il dibattito riguardo i nuovi percorsi di formazione giornalistica si pone a garanzia della qualità della comunicazione. Inoltre, promuovendo la circolazione dei giornalisti nello spazio europeo, si accelera la crescita professionale.

L’Europa è ancora per molti un concetto astratto. E’ compito di tutti, in primo luogo delle istituzioni che ci governano, tramutarla in un qualcosa di concreto, vicino ai bisogni del singolo cittadino.

Riccardo Cenci

Foto © Dipartimento Politiche Europee

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