Dichiarazione congiunta sulla Libia dei Paesi dell’Occidente

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I governi di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti auspicano la creazione di una nazione pacifica in un positivo contesto regionale

I governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti ribadiscono il loro forte impegno per la sovranità, l’indipendenza, l’integrità territoriale e l’unità nazionale della Libia, e affinché le risorse economiche del Paese siano utilizzate per il benessere della popolazione libica.

 

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«In un momento in cui il processo di dialogo guidato dalle Nazioni Unite fa segnare progressi verso una soluzione durevole del conflitto in Libia, esprimiamo la nostra preoccupazione per i tentativi di dirottare risorse libiche ad esclusivo vantaggio di una delle parti in conflitto e di dividere istituzioni economico-finanziarie che appartengono a tutti i cittadini libici. Affermiamo nuovamente l’auspicio che coloro che rappresentano le istituzioni libiche indipendenti, vale a dire la Banca Centrale di Libia (CBL), la Libyan Investment Authority (LIA), la National Oil Corporation (NOC) e la compagnia delle Poste e Telecomunicazioni libiche (LPTIC), a qualsiasi campo appartengano, continuino ad operare nell’interesse di lungo termine del popolo libico, in attesa di un chiarimento circa le strutture di governance sotto il governo di unità nazionale. Ribadiamo che le sfide che la Libia deve fronteggiare possono essere affrontate soltanto da un esecutivo che possa supervisionare e proteggere in maniera efficace le istituzioni indipendenti del Paese, il cui ruolo è di salvaguardare le risorse della Libia a beneficio di tutta la popolazione. I terroristi stanno approfittando del conflitto in corso per radicare la propria presenza nel Paese e intendono impadronirsi della ricchezza della Libia per portare avanti la propria agenda transnazionale».

Between January and August, nearly 20,000 people made the perilous overland journey to the coasts of Libya or Tunisia, to cross the Mediterranean and land on Italy's southernmost territory, the islet of Lampedusa. Many have already spent weeks, months and even years on the road and once on the coast, must entrust what little money they have left to the local criminal syndicates that traffic in human beings, and smaller and ever more dangerous boats. On land, after triage by the Medecins Sans Frontieres crew, the new arrivals are quickly loaded onto buses and ferried to the reception centre rebuilt a year ago with European Union subsidies, where  migrants are given clean clothes, shoes and a telephone card. They are photographed, identified (if possible) and after a few days' rest, are sent, by air, ferry or hydrofoil to one of Italy's mainland centres, where they await the process of applications for papers and asylum.

Nel documento congiunto i Paesi dell’Occidente ricordano che «la Libia possiede le risorse necessarie per creare una nazione pacifica e prospera, in grado di esercitare un forte ruolo positivo nel più ampio contesto regionale. I terroristi traggono beneficio da questo conflitto poiché il loro scopo è far avanzare i loro progetti in Libia e nel mondo. Esortiamo con forza tutti i cittadini libici a sostenere l’indipendenza di queste istituzioni dalle influenze politiche».

 

 

Angie Hughes

Foto © European Community, 2015

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