Brexit, Cameron al vertice Ue: «Combatterò per la Gran Bretagna»

Tusk: incontro «cruciale per l’unità della nostra Unione e per il futuro delle relazioni del Regno Unito in seno all’Europa». Attesa per la firma dell’intesa

È stata una lunga notte a Bruxelles e la giornata di oggi non sembra essere da meno. Il presidente del Consiglie Ue, Donald Tusk, ieri non ha avuto soste: prima la tavola rotonda con i leader dei 28, poi due incontri bilaterali con David Cameron (il secondo avvenuto a tarda notte), infine, ha trascorso la nottata in un susseguirsi di faccia a faccia, incontrando, nell’ordine, il presidente francese Francois Hollande, il premier ceco Bohuslav Sobotka e poi il belga Charles Michel.

Donald Tusk
Donald Tusk

Le questioni sul tavolo sono diverse, e tutte estremamente urgenti e importanti per il futuro dell’Ue, a partire dalla gestione dell’emergenza immigrazione fino al tanto sudato accordo per evitare il Brexit.
Proprio su questo versante, Tusk ha definito il vertice di ieri «cruciale per l’unità della nostra Unione e per il futuro delle relazioni del Regno Unito in seno all’Europa». E se il premier italiano Matteo Renzi, si era detto inizialmente fiducioso, a fine giornata non ha nascosto di essere «meno ottimista rispetto a quando sono entrato».

C’è grande attesa oggi per la cosiddetta “colazione all’inglese” (tramutatasi già in un pranzo visto che l’incontro è slittato dalle 11 alle 13) durante la quale verrà analizzata la proposta di Tusk per scongiurare il Brexit. Si tratta di un testo che ha subìto alcune modifiche rispetto alla bozza presentata il 2 febbraio dal presidente del Consiglio Ue. Si tratta di  variazioni volte principalmente a salvaguardare gli interessi dell’Ue, per evitare che la Gran Bretagna si trovi a poter usufruire di norme meno rigide rispetto a quelle in vigore per gli altri Stati membri.

David Cameron
David Cameron

Fra i punti più discussi, in questo senso, figura quello relativo ai poteri delle authority europee per banche, assicurazioni e istituti finanziari britannici. Da parte sua, il premier inglese ha assicurato di voler «combattere per la Gran Bretagna», mostrandosi deciso a strappare all’Ue almeno alcune delle concessioni richieste per il proprio Paese. Insomma, la discussione sarà tutt’altro che facile, ma su un punto sono tutti d’accordo: non si può più rimandare. È necessario siglare l’intesa entro oggi, in modo tale che Cameron possa poi fissare la data del referendum e lasciare infine la parola al popolo inglese.

Valentina Ferraro

Foto © European Union, 2016

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