Elezioni Usa, tutti in attesa per il “Super Tuesday”

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Le 59e presidenziali americane: Bloomberg e il suo patrimonio per mandare a casa Trump, oppure prevarranno Sanders, Warren, Buttigieg o Biden?

L’America si sta preparando già da qualche tempo a uno dei momenti più attesi, forse, dopo il SuperBowl: le elezioni presidenziali. Queste si terranno il 3 novembre 2020, ma le primarie sono già iniziate il 3 febbraio con l’Iowa, che dal 1972 rimane il primo Stato votante per tradizione.

Non funziona infatti come nel Belpaese, in cui tutto si svolge in un solo giorno, ma anzi, le votazioni saranno fino al 6 giugno, con le Isole Vergini che chiuderanno queste primarie.

Tra i momenti più attesi di questa fase c’è sicuramente il 3 marzo, data del “Super Tuesday” in cui gli Stati chiamati alle urne sono ben quindici tra cui California, Texas e Colorado e poi tutti gli altri fino ad arrivare alle Convention finali dei due partiti che si contendono la presidenza: Repubblicani e Democratici.

Anche questo è un momento importante perché vengono scelti i delegati (dei rispettivi partiti), che insieme ai superdelegati nominati dal partito, nominano i rispettivi candidati, scelti proporzionalmente in base alle dimensioni dello Stato.

Fra i candidati alle primarie del Partito Democratico ci sono Bernie Sanders, Michael Bloomberg, Pete Buttigieg, Tulsi Gabbard, Amy Klobuchar, Elizabeth Warren, Tom Steyer, Joe Biden. Al momento il presidente uscente Donald Trump è considerato lo strafavorito a rappresentare ancora una volta i Repubblicani.

Per queste attesissime elezioni, con un numero di candidati quasi da guinness dei primati, presso il Centro Studi Americano di Roma giovedì 28 febbraio si è tenuto un dibattito sul “Super Tuesday” a cui hanno partecipato giornalisti ed esperti di politica internazionale quali Maurizio Caprara, Roberto Arditti, Giovanni Castellaneta, Francesco Clementi, Tommaso Labate, Maria Latella, Monica Maggioni, Giovanna Pancheri, David Parenzo, Giuseppina Paterniti, Gennaro Sangiuliano, Mario Sechi e Beppe Severgnini.

Il dibattito si è incentrato sui possibili vincitori, analizzando l’elettorato statunitense. Si è discusso dell’accesissima rivalità tra Trump e “Miky” Bloomberg, come lo chiama sminuendolo. Una sfida tra titani, anzi tra miliardari, anche se tra i due c’è una notevole differenza. La ricchezza dei due candidati è stata oggetto di attacchi da parte dei contendenti, come Sanders che ha parlato di “agenda per miliardari“, incentrando il proprio dibattito su come la gente sia stanca di farsi governare da gente che punta esclusivamente ad espandere il proprio patrimonio.

Il magnate e filantropo da 54 miliardi di dollari non si è mi tirato indietro e anzi ha sempre ribattuto prontamente sostenendo che solo lui è realmente in grado di battere Trump e come spenda il suo patrimonio, non ereditato, come ha tenuto a sottolineare, per cercare di mandare a casa il tycoon, secondo lui il peggior presidente della storia americana.

❗️Roma 27 febbraio 2020 "Previsione e analisi sulle primarie negli USA,sugli sviluppi della campagna per le elezioni presidenziali 2020"🇪🇺#USA @centrostudiusa @roberto_arditti @castellaneta_g @ClementiF @MariaLatella @monicamagg @DAVIDPARENZO @giuspaterniti @beppesevergnini

Posted by Eurocomunicazione on Thursday, February 27, 2020

Di questo scontro quasi personale hanno parlato ieri, i vari esperti, analizzando anche quanto sia grande l’attesa e come si viva al momento Oltreoceano, grazie anche al collegamento con Giovanna Pancheri, giornalista e inviata di Sky tg24.

Interessante anche il collegamento continuamente fatto con il Coronavirus, che ormai ha concentrato su di sè l’attenzione dei media. In questo caso si è dibattuto su come, in caso, questo virus potrebbe incidere sull’economia mondiale e su come si comporteranno gli States se aumenteranno i casi scoperti nelle ultime ore.

 

Gianfranco Cannarozzo

Foto e video © Eurocomunicazione, Centro Studi Americani

 

 

 

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