Nuovo record di casi di Covid-19 nel mondo e in Europa

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383.359 nuovi contagi sono stati registrati dall’Oms. Nel Regno Unito possibile un luovo lockdown

È ancora record nell’incremento giornaliero di casi di Coronavirus nel mondo: 383.359 nuovi contagi sono stati registrati dall’Organizzazione mondiale della Sanità. A livello globale, i casi per l’Oms sono arrivati a 36.754.395, con 1.064.838 morti, mentre per la Johns Hopkins University il bilancio dei contagi ha già superato quota 37 milioni. L’Europa ha registrato il secondo record giornaliero di casi di Covid-19, secondo i dati dell’Oms: 123.684. Dato che porta il bilancio totale nel Vecchio Continente a 6.836.958 contagi, di cui 246.226 decessi. Insieme a Spagna e Francia, i Paesi europei più colpiti dalla pandemia in questo momento, anche la Gran Bretagna è in allarme.

Nel Regno Unito un nuovo lockdown nazionale è «possibile, anche se bisogna fare di tutto per evitarlo». Lo ha ammesso il professore Peter Horby, uno dei consulenti del governo, spiegando che il Regno Unito è a un “punto precario”, poiché i contagi e i ricoveri ospedalieri continuano ad aumentare. Il numero degli infettati è triplicato in due settimane, con oltre 15.166 nuovi contagi e 81 decessi registrati sabato. Nelle ultime 24 ore confermate invece altre 12.872 infezioni e 65 vittime, ma di solito i dati della domenica sono incompleti. Secondo il vicedirettore sanitario Jonathan Van-Tam il Paese ha raggiunto un “punto critico” nella sua epidemia, simile a quello visto l’ultima volta a marzo. In aggiunta, le stagioni sono «contro di noi», ha rimarcato Van-Tam e si sta andando incontro a un “vento contrario”.

Londra cerca di correre ai ripari più rapidamente di quanto abbia fatto la primavera scorsa con la prima ondata dell’epidemia. In questo quadro, sale l’attesa per il nuovo giro di vite, tra cui si prevede un regime di restrizioni a tre livelli, che il premier Boris Johnson dovrebbe annunciare oggi, nel nord dell’Inghilterra (Liverpool soprattutto) e nelle Midlands in particolare. Intanto è finito nella bufera il ministro della Salute, Matt Hancock, accusato di avere violato le restrizioni che vietano il consumo di alcolici nei bar dopo le 22, da lui stesso imposte. Secondo quanto riporta il Daily Mail, Hancock si sarebbe intrattenuto al bar della Camera dei Comuni, dopo avere ordinato del vino, fino alle 22.25, mentre portavoce ha fatto sapere in una nota che ministro ha lasciato il bar «per prendere parte a una votazione in aula» che si è tenuta alle 21.42.

È ancora record di casi in Russia, dove sono state registrate 13.634 infezioni, il numero più alto dallo scoppio della pandemia. Gli ultimi dati fanno del Paese con i suoi 1.298.718, il quarto più colpito al mondo dopo Stati Uniti, India e Brasile. Proprio l’India è protagonista di un nuovo triste primato: sono 7 milioni i casi calcolati, dopo gli ultimi 74.383 segnalati dal ministero della Salute. Lo Stato con capitale Nuova Delhi rischia di diventare il più colpito nelle prossime settimane, superando gli Stati Uniti, dove sono state segnalate oltre 7,7 milioni di infezioni, 54 mila solo ieri. Invece in Brasile è stata superata la soglia dei 150mila, secondo la Johns Hopkins University che ne calcola 150.198, ancora una volta dietro la cifra registrata negli Stati Uniti di 214.377.

In Medio Oriente, l’Iran ha registrato un record di 251 morti in 24 ore e allo stesso tempo ha superato la soglia del mezzo milione di contagi complessivi. Torna il lockdown in Libano, dove 169 villaggi e città saranno sottoposti al blocco a partire da stamattina, fino al 19 ottobre, visto il forte aumento dei contagi. Ma non solo. Il ministero dell’Interno ha ordinato anche la chiusura dei locali notturni e dei pub in tutto il Paese fino a nuovo avviso. Sabato il ministero della Salute libanese ha segnalato 1.388 nuovi casi, portando il totale a 52.558 e 455 morti: le infezioni sono aumentate drammaticamente dopo l’esplosione del 4 agosto nel porto di Beirut che ha causato morti e feriti ma anche l’afflusso di persone negli ospedali, ai funerali e alle proteste antigovernative. In precedenza a incidere sulla crescita dei contagi erano stati gli allentamenti delle restrizioni e la riapertura dell’aeroporto. Comincia a dare i suoi frutti il lockdown reimposto in Israele nelle scorse settimane: ieri i nuovi contagi sono stati 887, calati dal 10 al 7,3% dei tamponi in 7 giorni.

 

Sophia Ballarin

Foto © Unipd, Bbc, Tempi

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