Aeroporti italiani, soltanto 53 milioni di passeggeri nel 2020

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Aeroporti italiani

Persi 140 milioni di passeggeri rispetto al 2019, una crisi drammatica che riporta il settore indietro di 25 anni, ai livelli registrati nel 1995. Fondo di 500 milioni di euro nella legge di Bilancio destinato alla compensazione dei danni subiti dai gestori aeroportuali e dagli handlers

Un calo di passeggeri così eclatante, drammatico negli aeroporti italiani nel 2020 non si era mai verificato, neppure in presenza di guerre negli anni sul finire del Novecento e l’inizio del terzo Millennio. Il calo è stato del 72,6% con una perdita di 140 milioni di passeggeri.

L’anno nero del trasporto aereo a causa della pandemia ha paralizzato compagnie aeree, società aeroportuali e tutto l’indotto. Fra restrizioni e lockdown si è fermato l’intero comparto ed è stato rivisto il modo di spostarsi, di viaggiare. Non ultimo l’incremento esponenziale dei collegamenti via zoom.

Turismo ko

Su turismo (perdite per 53 miliardi nel 2020), alberghi (il comparto ricettivo ha chiuso l’anno con una perdita di 14 miliardi di euro), agroalimentare, ristorazione (38 miliardi di perdite), si è abbattuta la mannaia del Covid-19, rivoluzionando e azzerando gli utili registrati negli anni precedenti.

Il settore alberghiero è tra i più colpiti. «Ad oggi quasi il 95% delle strutture alberghiere risultano chiuse a Roma», dichiara allarmato il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli. «Oggi ci risultano circa 80 alberghi sui 1.200 presenti in città, il 25-30% dei quali non riaprirà più perché venivano da situazioni già difficili. Roma, come Milano, Torino, Bologna, Napoli, le più colpite».

Assaeroporti

Assaeroporti, l’Associazione che rappresenta 32 società di gestione aeroportuale per 42 aeroporti italiani, comunica che i passeggeri sono stati 53 milioni e le penalizzazioni maggiori si sono avute nelle destinazioni extra Unione europea, segnando -81,2%. All’interno dell’Ue un segno altrettanto negativo con -77,5%.

«I risultati del 2020 confermano le fosche previsioni di un anno disastroso per gli scali aeroportuali italiani», commenta il presidente di AssaeroportiFabrizio Palenzona. «Il Governo si è mosso su sollecitazione di Assaeroporti, che ha trovato nella ministra De Micheli un’interlocutrice attenta e sensibile. E ha messo in campo misure sia di natura economica, per la compensazione dei danni subiti dai gestori aeroportuali, sia in materia di ammortizzatori sociali».

«La situazione rimane però pesantissima. Da parte loro i gestori hanno realizzato importanti investimenti, soprattutto a favore della sicurezza dei viaggiatori. Per la ripartenza è necessario accelerare l’erogazione delle risorse già stanziate a favore degli aeroporti. Ma anche, prevedere la proroga della cassa integrazione per tutelare i livelli occupazionali. Non vanno perse le opportunità offerte dal Recovery Fund, tenuto conto che gli aeroporti sono strategici per la ripresa dell’economia, del turismo e per la connettività del Paese» conclude Palenzona.

I numeri

Il crollo sta nei numeri: nei maggiori aeroporti italiani la media delle perdite è stata superiore alla media nazionale.

  • Roma-Fiumicino    9.830.967   pax nel 2020     43.532.573 pax nel 2019
  • Milano-Malpensa   7.241.765   “            “         28.846.293    “           “
  • Bergamo                3.833.063   “            “         13.857.257    “           “
  • Venezia                  2.799.688   “            “         11.561.594    “           “
  • Napoli                    2.779.946    “           “         10. 860.068   “           “

Escluso volutamente Milano-Linate perché l’aeroporto era stato chiuso dal 27 luglio al 25 ottobre 2019.

Una fotografia del collasso impietosa, preoccupante, drammatica, che riporta il settore indietro di 25 anni, ai livelli registrati nel 1995!

Assaeroporti, in una nota del 30 dicembre 2020, comunica l’inserimento nella Legge di Bilancio di un Fondo, con una dotazione di 500 milioni di euro, destinato alla compensazione dei danni subiti dai gestori aeroportuali e dagli handlers a causa della pandemia da Covid-19. «Il provvedimento rappresenta il giusto riconoscimento alla centralità del settore aeroportuale che non si è mai fermato durante l’emergenza sanitaria, svolgendo un servizio pubblico essenziale».

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Aeroporti di Roma, Facebook

 

 

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