Kuningas-Saagpakk: «l’Europa deve restare unita contro la Russia»

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Durante la conferenza alla John Cabot University, l’ambasciatrice estone richiama l’Europa alla coesione contro le minacce ibride di Mosca e al rafforzamento della propria difesa comune

«A chi pensa ancora che la Russia sia un problema solo per i suoi vicini, dico: siete tutti suoi vicini, siamo tutti nell’Unione europea e nella Nato».

«Gli estoni sono sempre in prima linea per difendere democrazia e libertà: sappiamo per esperienza diretta cosa significhi esserne privati e vivere sotto l’occupazione sovietica. Le esperienze traumatiche del nostro popolo non sono un peso, ma una ricchezza che noi mettiamo a servizio dell’Occidente con la nostra consapevolezza dell’importanza di un’Europa forte e unita».

È quanto ha dichiarato l’ambasciatrice dell’Estonia presso la Santa Sede Celia KuningasSaagpakk, in apertura della conferenza sulle relazioni tra Nord Europa, Sud Europa e Stati Uniti, svoltasi presso il Guarini Institute for Public Affairs della John Cabot University, per inaugurare l’anno di celebrazioni del ventennale della sua attività.

«Risulta ormai chiaro» – ha aggiunto l’ambasciatrice – «chi viola il multilateralismo, il principio di non aggressionebil principio di non interferenza. Perché un attore del genere siede nel Consiglio di Sicurezza Onu che dovrebbe garantire la pace e la sicurezza globale?».

«La dialettica all’interno dell’Ue sul sostegno o meno all’Ucraina, sulla postura nel dialogo con Putin, ci mette davanti alla difficoltà nel raggiungimento dell’unanimità nel Consiglio europeo, e quindi al dilemma dell’impegno che richiede l’unità europea. Il motivo per cui dovremmo avere unità nel confronto con la Russia è proprio perché vogliamo continuare a vivere in una società dove il dibattito è la norma. A chi pensa ancora che la Russia sia un problema solo per i suoi vicini, dico: siete tutti suoi vicini, siamo tutti nell’Unione Europea e nella Nato».

«L’obiettivo ultimo della Russia – ha puntualizzato l’ambasciatrice – «è quello di soddisfare le mire imperialiste scritte nel suo Dna nazionale. Poche settimane fa Putin ha celebrato il suo compleanno deponendo dei fiori sulla tomba di Pietro il Grande, dichiarando: “Perché è stato Pietro I colui che ha posto la prima pietra dello Stato russo, comunque lo vogliate chiamare: l’Unione Sovietica o l’Impero Russo. Dobbiamo tutto a Pietro il Grande”. Questo dimostra perché non siamo noi a essere in guerra con la Russia, ma è la Russia ad esserlo con noi! La Russia prova ogni giorno a destabilizzare le nostre società con l’immigrazione, con la guerra d’informazione, con i cyber attacchi».

«Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito i flussi migratori dall’Africa come possibile parte di una guerra ibrida mossa contro l’Europa. Una società divisa e in cui non si identifica più cosa è vero e cosa è falso, può essere e già è terreno fertile per la radicalizzazione, per gruppi estremisti che possono commettere qualsiasi tipo di nefandezza portando avanti, anche inconsapevolmente, gli interessi russi».

«La forza dell’Europa è fondamentale – ha sottolineato Kuningas-Saagpakk – «Non ci divideremo, non ci piegheremo. Ogni colpo all’Europa servirà a rafforzarla, al punto che per la prima volta nella storia i popoli europei stanno formando la loro unione per la difesa; per la prima volta nella storia l’UE ha fornito armi e non solo aiuti umanitari. Per via anche di un importante incoraggiamento dal nostro alleato americano, stiamo spendendo più che mai per la nostra difesa; la Germania ha dichiarato di essere pronta a investire 100 miliardi per la ricostruzione del suo esercito. Questa forte alleanza è la chiave per il nostro futuro, non solo quella atlantica».

«Dobbiamo prima ricostruire la forza difensiva europea» – ha concluso – «poi inviteremo al tavolo Usa e Canada, a quel punto sarà veramente per cooperare e non solo per ringraziare chi di fatti ci difende».

«Per noi» – ha spiegato il direttore del Guarini Institute, prof. Federigo Argentieri – «è un onore ospitare l’ambasciatrice Celia Kuningas-Saagpakk, che è un’amica della nostra università da più di dieci anni. La sua carriera brillante e il suo impegno civile per i rapporti tra Nord e Sud Europa le sono valsi la nomina a coordinatrice del gruppo Nordico Baltico all’interno della Nato e contigua all’Ue».

«Oggi celebriamo con questa importante personalità il traguardo di venti anni di attività del Guarini Institute, che è riuscito a mantenere la propria indipendenza e l’impegno per la cooperazione internazionale. Requisiti fondamentali per l’integrità della nostra istituzione».

 

Andrea Catalini

Foto e video © Eurocomunicazione

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