Al centro del dibattito il tema della crescita, fra sostenitori e oppositori dell’austerity
Priorità economiche dell’Unione europea per il 2015: questo il tema intorno al quale verteranno gli incontri fra eurodeputati e deputati nazionali che si terranno nelle giornate di oggi e domani presso il Parlamento europeo. Punto di partenza della discussione di questa settimana parlamentare europea sarà l‘analisi annuale della crescita della Commissione, pubblicata lo scorso dicembre. Analisi che ha evidenziato come, grazie ai tagli di bilancio effettuati dai Paesi membri, le finanze pubbliche dovrebbero riuscire a mantenersi in ordine. Il problema resta tuttavia quello legato alla crescita, che continua a rimanere bloccata a causa dell’assenza di investimenti. Proprio in quest’ottica, assume grande importanza il pacchetto di investimenti, annunciato dalla Commissione, che dovrebbero aiutare a creare nuovi posti di lavoro e dare nuovo stimolo alla crescita.
Tra i parlamentari presenti, anche il il presidente Martin Schulz e il Vicepresidente Olli Rehn, che discuteranno, fra l’altro, anche della necessità di far coincidere l”Unione economica e monetaria, con una dimensione sociale condivisa dagli Stati membri.
Fra i punti cruciali che saranno al centro del dibattito, anche un altro tema particolarmente caro al Parlamento europeo: una maggiore legittimità democratica del processo decisionale in materia di bilancio. Questo anche in considerazione del fatto che possono essere richiesti agli Stati membri dei tagli al bilancio anche in settori come la sanità o gli investimenti pubblici.
Proprio su questo terreno continua a consumarsi lo scontro fra coloro che sostengono l’austerity e coloro che invece credono che siano proprio i tagli alla spesa pubblica i principali responsabili della mancanza di crescita e dell’elevato tasso di disoccupazione. Di certo, il recente trionfo di Tsipras in Grecia, con la sua dichiarata missione di porre fine alle politiche di austerità, rende più acceso il dibattito su questo fronte e costringe le istituzioni europee a un confronto più serrato.
Valentina Ferraro
Foto © European Union 2014













