Respect, si alza il sipario sulla regina del Soul

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Respect

Un’anima profonda, una voce unica, una vita segnata. Il racconto della vita di Aretha Franklin arriva al cinema

Una delle voci più belle e potenti di tutti i tempi, l’anima soul per eccellenza, la regina della black music torna a rivivere in Respect con la regia Liesl Tommy, al cinema dal 30 settembre distribuito da Eagle Pictures.

La grande Aretha Franklin con tutta la sua storia, i successi, i problemi, i dolori, l’energia della sue canzoni intramontabili ci avvolge in due ore e quindici minuti di impatto emotivo sorprendente.

La musica è il personaggio vivo e reale del film. Sin dalle prime scene il ritmo entra prepotentemente ci abbraccia, emoziona, innalza attraverso una profondità e potenza sensazionali.Respect

La protagonista indiscussa è una perfetta Jennifer Hudson che riesce a trasmettere attraverso gli sguardi, le movenze e una voce strepitosa tutta la personalità della Regina del Soul. La Hudson ha il potere di traghettarci e coinvolgerci in un racconto intimo e delicato, elegantemente costruito.

Con la Hudson nel cast anche Forest Whitaker, Marlon Wayans, Audra McDonald, Mary J. Blige, Marc Maron Tituss Burgess.

In Respect scopriamo la “Ree” bambina, ci inteneriamo attraverso il suo sguardo misto di richiesta di affetto e timore dei fantasmi che la circondano, percepiamo le difficoltà di Aretha per dar spazio alla sua personalità contrapposta alla figura di un padre troppo pressante, ci ritroviamo a cantare con lei i suoi successi ma anche a comprendere i dolori e le motivazioni di certi testi che sono diventati un manifesto per tante donne.

In Respect sono i particolari che non passano inosservati ma che, una volta colti, ti accarezzano l’anima e ti lasciano qualcosa uscendo dal cinema.

La musica come manifesto di libertà

Respect

Le canzoni di successo di Aretha Franklin, come Respect, (You Make Me Feel Like A) Natural Woman, I Say a Little Prayer e “Think, sono diventate parte del repertorio musicale americano. Sono classici che hanno definito la resistenza e la resilienza delle persone di colore durante il Civil Rights Movement, il Black Power Movement e il Women’s Movement, risuonando ancora oggi tutte le volte in cui il mondo è in crisi e ha bisogno di sentimenti.

Un sound unico ed emozionante

Il ritmo soul è una forma d’arte nata dall’esperienza delle persone di colore dalla schiavitù all’emancipazione, dalla Grande Migrazione alla creazione e allo sviluppo del ceto medio. Con radici nello spirituals, nella musica gospel, blues, jazz, doo-wop e musica di protesta.

RespectÈ una musica piena di emozione, amore ma anche trauma generazionale che deriva dalla schiavitù, dal razzismo strutturale e sistemico con un mix di ottimismo intriso di una profonda fede.

Se nella musica soul gioia e dolore spesso confluiscono, Aretha Franklin ne è l’esempio. Nei testi delle sue canzoni percepiamo proprio questo.

La storia

Aretha, la piccola Ree Ree come la chiamavano in famiglia, era una bambina prodigio della musica. Cresciuta con grande privilegio in una famiglia di Detroit, incentrata sulla chiesa: fede, lavoro e autorealizzazione.

Seppur la voce della Franklin sia nota al Mondo intero, è meno conosciuta la difficoltà che si nascondeva dietro la scoperta della propria identità.

La regista Liesl Tommy ci ha mostrato come Aretha Franklin abbia affrontato e superato il dolore trasformandolo in ispirazione artistica per realizzare dei capolavori.Respect

«Pensavo che sarebbe stato più avvincente raccontare la storia iniziando dalla chiesa e finendo in chiesa, con il viaggio che avviene nel mezzo. Sin dall’inizio sapevo di voler raccontare la storia di una donna che ha la voce più bella del Mondo ma che ancora non sapeva bene chi fosse», ha spiegato la regista.

Un’artista perfetta

Scelta personalmente da Aretha Franklin per interpretarla in un lungometraggio sulla sua vita, Jennifer Hudson è semplicemente perfetta.

«Dopo American Idol, Aretha Franklin stava facendo uno spettacolo a Maryville, nell’Indiana, e volevo aprire il suo concerto. Tutti sapevano che lei permetteva soltanto ai comici di aprire i suoi concerti e invece me l’ha permesso. È stato un sogno come lo sono i tanti momenti che ho condiviso con lei. È stata un’enorme guida per la struttura e lo spirito della mia carriera», ha dichiarato Jennifer Hudson.Respect

I produttori Scott Bernstein e Harvey Mason Jr erano sicuri di un fatto, non volevano realizzare un film biografico ma parlare di qualcosa di più grande, della vita di qualcuno. Il progetto è stato lungo, ben quattro anni e ne sono seguite telefonate con la signora Franklin per discutere sulla storia da raccontare. «Ogni due mesi ci sentivamo e lei valutava la storia perché è la sua eredità», hanno raccontato Bernstein e Mason.

L’idea di concludere il film con la registrazione dell’album dal vivo di Amazing Grace è tanto incisiva quanto particolare.

Il sound gospel di Jennifer Hudson, la sua estensione assomiglia molto allo stile della Franklin e diventa perfetta per catturare momenti salienti e importanti della vita della cantante.

L’emozione intima e potente

La musica di Aretha Franklin è un pezzo di storia americana che tocca tutti in modo emotivo, intimo e potente. «Il suo modo di cantare, la conoscenza della sua vocazione potremmo definirla la sua benedizione, era la sua grazia salvifica. Era questo il suo conforto e si percepisce nel film dove imparerete che la musica è diventata la sua guaritrice», ha dichiarato Jennifer Hudson.

Aretha e il papà

Il rapporto tra Aretha e il padre, il Rev. C.L. Franklin, è il focus del film. È complicato ma ha dato ad Aretha le basi spirituali, le qualità da perfezionista, le ha trasmesso l’importanza dell’attivismo e la capacità di esibirsi di fronte a un pubblico. La Franklin suonava il pianoforte e cantava di fronte agli amici, alla famiglia e nella sua chiesa sin da quando era bambina.Respect

Il padre era una figura forte e carismatica nella comunità nera e nel movimento per i diritti civili e questo aspetto gli conferiva un’aura di salvatore e celebrità per la sua comunità.

Ne consegue che il rapporto paterno abbia influenzato quello con gli altri uomini della vita di Aretha. Era spesso insicura della sua voce e delle sue capacità perché non le è stato permesso di scrivere la propria musica fino a un’età adulta.

«Il più grande impatto sulla vita di Aretha è stato suo padre. Penso sia colui che l’abbia spinta verso il suo dono e l’abbia aiutata a padroneggiarlo. Questo ha contribuito a portare Aretha alla sua missione e alla musica, uno dei motivi per cui è diventata così esperta e di grande impatto al culmine del movimento per i diritti civili. Ha avuto modo di servire la gente ed è diventata una voce e una sostenitrice della giustizia sociale», ha spiegato Jennifer Hudson.

Attivismo

Forse in pochi sanno che Aretha Franklin era un’attivista che ha lavorato tanto per difendere la giustizia sociale, l’uguaglianza e i diritti delle donne. Il padre credeva che la politica e la predicazione potessero creare cambiamenti sociali e dare potere alla comunità nera. Inoltre, il reverendo Franklin fece da mentore a un giovane Martin Luther King Jr prima che diventasse il leader del Movimento per i diritti civili.

Insieme a King la Franklin ha girato il Paese con la Southern Christian Leadership Conference (SCLC) esibendosi per sostenere la raccolta fondi e incoraggiare le persone a partecipare alle manifestazioni.

 

Alessandra Caputo

Foto © Quantrell D. Colbert 2021 Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc.

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