Con Gentiloni commissario europeo la von der Leyen chiude i giochi

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Per Der Spiegel l’ex premier potrebbe andare all’Industria. Per il Financial Times sarebbe destinato al portafoglio della Concorrenza. Martedì 10 la scelta della presidente

6 Settembre 2019 | di | Attualità - Europa - Politica

Ora la squadra di Ursula von der Leyen è completa. Come lei stessa ha annunciato trionfante su Twitter, anche l’ultimo tassello mancante, quello dell’Italia, è arrivato. Finiti gli incontri personali con alcuni candidati il 10 settembre la neopresidente dell’esecutivo dell’Unione europea presenterà le deleghe. Come indicato a Eurocomunicazione da fonti interne alla Commissioni i candidati saranno di genere divisi pressocché a metà, 13 donne (compresa la presidente) e 14 uomini, di cui 10 socialisti e democratici, 9 popolari, 5 liberali, un verde, un conservatore e un indipendente.

La presidente eletta della Commissione europea brucia i tempi e convoca subito, oggi stesso, a Bruxelles il candidato italiano Paolo Gentiloni. In gioco c’è il portafoglio degli Affari Economici e Monetari. Il ruolo è di prestigio e arrivare con l’etichetta di ex-primo ministro a Bruxelles ha il suo peso. Meno attribuire il portafoglio economico al Paese che ha appena schivato una procedura di infrazione e resta con il secondo più alto debito pubblico dell’Eurozona, dopo la Grecia, potrebbe sollevare le critiche dei Paesi del Nord più ortodossi, ma potrebbe costringere l’Italia a restare sui binari degli impegni presi a luglio dall’allora ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Gentiloni come commissario europeo dovrebbe promettere assoluta indipendenza rispetto agli interessi nazionali, quindi non potrà fare sconti al nuovo esecutivo di Giuseppe Conte. Da parte sua il governo italiano potrebbe avere maggiore voce proprio nel momento in cui si deve discutere il completamento dell’Unione monetaria e la semplificazione dell’odiato patto di stabilità e crescita. Il tridente Gentiloni-commissario, Gualtieri-Economia, Amendola-Politiche europee potrebbe rafforzare la presenza italiana in un momento decisivo per la costruzione europea e permettere finalmente al Paese di fare sistema tra Roma e Bruxelles.

All’Italia, nazione esportatrice, potrebbe interessare anche il portafoglio del Commercio, in un momento in cui l’Europa moltiplica gli accordi internazionali di libero scambio. Questo è ciò che pronostica anche il Financial Times, mentre lo indica come sicuro all’Industria il corrispondente a Bruxelles di Der Spiegel, Peter Mueller, che ha pubblicato su Twitter una tabella con la squadra della presidente. In ogni caso gli unici punti fermi sono i due super vicepresidenti, il socialista Frans Timmermans e la liberale Margrethe Vestager, già commissaria alla Concorrenza. Quest’ultima potrebbe supervisionare tutti i portafogli economici dell’esecutivo.

Von der Leyen ha annunciato che presenterà la sua squadra martedì, poi sarà il turno dei commissari di passare l’esame dei deputati europei nelle audizioni che cominceranno il 30 settembre. L’obiettivo è di ottenere a metà ottobre l’investitura del Parlamento europeo per poi insediarsi il 1° novembre. La missione di Gentiloni, diversamente dagli esponenti del governo caduto ad agosto, è di riportare l’Italia al centro dell’Unione europea. A comunicare ufficialmente la candidatura italiana per il commissario, una manciata di ore dopo la presentazione della nuova squadra di governo, è stato il premier Giuseppe Conte.

Un viatico per Bruxelles, dopo i 14 mesi di insulti e minacce dei sovranisti, che per bocca della portavoce della Commissione Ue Mina Andreeva ha evidenziato come il nuovo governo riflettauno spirito europeo“. Non a caso parole di incoraggiamento per il nuovo corso italiano sono arrivate immediate anche da Jean-Claude Juncker, convinto che «l’Italia, Paese fondatore, sarà all’altezza del suo ruolo in un “rinnovato impegno” di fronte “alle sfide europee”, dalla migrazione all’economia sostenibile, alla sicurezza, in uno sforzo da affrontare tutti assieme».

 

Elodie Dubois

Foto © European Commission, Eurocomunicazione, Europarl

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