Elezioni europee: il Partito democratico stacca Forza Italia

Intanto però il PPE di Juncker guadagna seggi su S&D di Schulz e per gli euroscettici si fa sempre più concreta la possibilità di formare un gruppo

Le elezioni europee sono sempre più vicine. Le liste sono state presentate, la campagna elettorale è entrata nel vivo, sia a livello nazionale che fra i top candidate dei vari schieramenti europei. I sondaggi macinano numeri e percentuali, si profilano scenari, si attendono colpi di scena. Stando a uno dei più recenti sondaggi, pubblicato da Poll Watch nei giorni scorsi, la situazione, in casa nostra, comincerebbe a delinearsi in modo netto: il Pd sarebbe infatti in crescita con il 34,1% (e ben 29 seggi), a seguire il MoVimento 5 Stelle con il 21,6% (18 seggi) e Forza Italia, in netto calo, con il 20% e soli 17 seggi. In coda troviamo poi la Lega Nord e il Nuovo Centro Destra con il 5% e 4 seggi ciascuno.

Le elezioni europee da sempre rappresentano, per i partiti dei singoli Paesi, un importante test per monitorare il proprio elettorato. Se questi dati venissero confermati, dunque, ne emergerebbero due importanti elementi: in primo luogo si potrebbe leggere l’avanzamento del Pd come espressione della fiducia dell’elettorato nell’operato di Renzi nei primi mesi di governo. Il secondo dato interessante riguarda invece la grande novità di queste elezioni: il MoVimento 5 Stelle che, pur presentandosi per la prima volta alle europee, stando ai dati, superebbe Forza Italia. Esaminando le cifre delle intenzioni di voto, si può del resto facilmente desumere che parte dei voti di Forza Italia siano confluiti proprio nel MoVimento guidato da Beppe Grillo. C’è tuttavia da tenere in considerazione un altro importante dato fornito dai sondaggi, ovvero quello relativo agli indecisi, alle schede bianche o nulle e agli astenuti. Il dato appare quanto mai significativo: infatti, secondo le più recenti rilevazioni di Demopolis la somma totale delle categorie sopracitate sarebbe in crescita dello 0,9%, registrando un 51,9% totale. Cifra che potrebbe lasciar spazio a più di un colpo di scena rispetto ai dati forniti.

Ma se in Italia il Pd sembra aver staccato  FI, a livello europeo gli scenari sembrano delinearsi in modo piuttosto diverso. È sempre Poll Watch a registrare, nell’ultimo sondaggio, un cambiamento rilevante: nel giro di poche settimane, infatti, il PPE (Partito Popolare europeo) avrebbe superato S&D (Socialisti e Democratici), registrando un vantaggio di ben 13 seggi. Considerando che, nei primi sondaggi pubblicati a febbraio da Poll Watch i S&D erano in vantaggio di 17 seggi sui Popolari, il dato appare ancora più rilevante. L’interpretazione fornita da Poll Watch rispetto a queste cifre e al ribaltamento dei dati negli ultimi mesi, trova spiegazione nelle intenzioni di voto espresse in alcuni paesi Ue, come la Polonia, dove il PPE sarebbe passato in netto vantaggio. È sempre Poll Watch a riscontrare inoltre un nesso fra questi dati e la crisi dell’Ucraina che avrebbe accentuato un certo clima di insicurezza fra i Paesi dell’Unione europea. Anche in questo caso, tuttavia, la partita fra lo schieramento di Jean- Cleaude Juncker e quello di Martin Schulz si può considerare ancora ampiamente aperta. I cambiamenti significativi che si verificano nelle rilevazioni delle intenzioni di voto, anche a distanza di poche settimane, lasciano infatti intendere che tutto può ancora succedere.

Distogliendo per un attimo lo sguardo dai due principali schieramenti, e rivolgendo l’attenzione sugli altri gruppi, si può notare, nelle ultime settimane, una sostanziale stabilità nelle percentuali relative alle intenzioni di voto. Per quanto riguarda invece Alleanza Europea della Libertà (EAF),  attualmente collocata fra i “non iscritti”, sembrano esserci concrete possibilità di formare un gruppo. Se infatti riuscisse a riunire le varie voci degli “euroscettici” (accanto al Front National di Marine Le Pen si potrebbero schierare, tra gli altri,  la Lega Nord e i liberali olandesi di Geert Wilder) l’EAF raggiungerebbe senza grandi problemi i requisiti richiesti per formare un gruppo, ovvero un minimo di 25 deputati provenienti da almeno 7 diverse nazionalità.

Valentina Ferraro

Foto © European Community, 2014

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