Europarlamentari: più del 50% ha un secondo lavoro

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Rapporto Transparency International: 398 deputati su 751 svolgono lavori “extra”. Record per la francese Nathalie Griesbeck con 68 attività esterne

Reso pubblico lo studio condotto da Transparency International sulle entrate “extra” degli europarlamentari che siedono a Bruxelles. La TI è un’organizzazione internazionale non governativa, fondata nel 1993 e nota, tra l’altro, per aver svilupatto il famoso CPI, Corruption Perceptions Index, ovvero un indice comparativo del livello di corruzione a livello mondiale che viene pubblicato ogni anno. Ora per la prima volta la Transparency International punta la sua attenzione su Bruxelles, svolgendo un’indagine sulle attività “extra” svolte dagli europarlamentari contemporaneamente al loro lavoro di deputati del PE.

Quanto ne emerge forse non stupirà, soprattutto noi italiani, ma certo può fornire interessanti spunti di riflessione. Dallo studio condotto da TI, infatti, risulta che fra i 751 membri del Parlamento europeo, più della metà “arrotonda” il non proprio misero stipendio da eurodeputato (si tratta in media di 8 mila euro mensili) con lavori esterni. L’indagine si basa sulle cosiddette “dichiarazioni di interessi finanziari”, che si riferiscono al triennio precedente l’elezione. Si tratta di dichiarazioni che, come impone una norma europea, gli eruodeputati devono obbligatoriamente rilasciare e che, in virtù del principio di trasparenza, sono consultabili online sul sito stesso del Parlamento europeo.

Dunque, il 53% degli europarlamentari (ovvero 398 su 751) ha dichiarato di svolgere “attività esterne” per le quali guadagna tra i 5,8 e i 18,3 milioni di euro annui. Si tratta di occupazioni saltuarie, per esempio consulenze nel settore pubblico o privato, oppure incarichi “regolarmente retribuiti”, mentre in alcuni casi, stando alle dichiarazioni rilasciate dagli stessi deputati,  le attività  fuori dall’Aula sarebbero svolte a titolo gratuito. Quindici parlamentari hanno poi affermato di guadagnare più dai lavori “extra” che dallo stipendio di deputati del Pe.

A detenere il “record” è una francese,  la liberale Nathalie Griesbeck: nella sua dichiarazione, infatti, risultano ben 68 occupazioni esterne. All’interno del rapporto della Transparency International appare un indicatore, detto EAI index (External Activity Indicator), che registra le attività e i compensi provenienti dall’esterno e li rapporta ad ogni singolo europarlamentare. L’EAI cresce dunque proporzionalmente al numero di attività retribuite svolte dai deputati (non vengono prese in considerazione quelle inferiori ai 5mila euro annui).

Ecco dunque che in casa nostra spiccano come particolarmente impegnati anche fuori dall’Aula, Renato Soru (Pd) con un EAI di 53, Remo Sernagiotto, (Pdl) con 18 e il leghista Matteo Salvini (14). Infine, c’è anche chi ha lasciato in bianco la sua dichiarazione, in quanto dedito solo all’attività parlamentare: fra i sette virtuosi figurano anche due italiani, Giulia Moi del MoVimento 5 Stelle e Daniele Viotti, del Pd.

 

Valentina Ferraro
Foto © European Community, 2014

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Valentina Ferraro
Laureata in letteratura contemporanea, ha lavorato per diversi anni come editor per una casa editrice romana, per poi avvicinarsi alla sua più grande passione: la scrittura, intesa come mezzo di comunicazione a 360 gradi. Ha iniziato scrivendo di cinema e cultura per diverse testate sia online che cartacee (fra queste, “Il quotidiano della Sera” e il settimanale “Il Punto”). Dopo il primo viaggio a Bruxelles, nel 2014, ha scoperto un forte interesse per l’Unione europea, iniziando così ad approfondire le tematiche relative all’Ue. La spiccata curiosità per l’universo della “comunicazione 2.0” l’ha portata a mettersi alla prova anche come blogger. Di recente la scrittura ha incontrato un’altra sua grande passione: l’enogastronomia.

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