Grecia: Tsipras incontra Juncker e Dijsselbloem. Accordo in vista?

Il premier greco: «Sono ottimista. Abbiamo una base su cui discutere». Dijsselbloem: «È stato un buon incontro, proseguiremo nei prossimi giorni»

Sono ore frenetiche per il destino della Grecia. Il tempo stringe e si cerca in ogni modo di arrivare ad un accordo fra Atene e i creditori internazionali il prima possibile, o perlomeno prima che sia troppo tardi. La scadenza della rata da restituire al Fmi è prevista per venerdì e, come è stato ormai ripetuto chiaramente, la Grecia quei soldi non ce li ha, ecco perché, per onorare i suoi debiti, ha bisogno che venga sbloccata un’altra tranche di aiuti (si parla di 7,2 miliardi di euro). In queste ore decisive si sta lavorando al raggiungimento di un accordo che risulti praticabile per entrambe le parti, tranquillizzando i creditori attraverso la messa a punto, da parte della Grecia, di un piano di riforme volto a far quadrare i conti, senza tuttavia scontentare i Paesi dell’Eurozona che non sembrano disposti a fare particolari sconti ad Atene.

Ieri sera il premier greco Alexis Tsipras è volato a Bruxelles per incontrare il presidente della Commissione Juncker e il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem il quale, sebbene non “ufficialmente” invitato, ha presenziato alla cena. Sul tavolo, la proposta dei creditori (Ue, Fmi, Bce) e la controproposta di Atene, un documento di 47 pagine che conterrebbe al suo interno anche un’ipotesi di riforma dell’Iva. Su pensioni e lavoro, invece, sembra che la Grecia continui a tenere il punto, nonostante le pressioni dei creditori ad intervenire anche su questi due fronti attraverso tagli alle pensioni e possibilità di licenziamenti in massa.

Secondo alcune fonti, sul surplus, si sarebbe già molto vicini ad un accordo: i creditori avrebbero infatti proposto un avanzo primario dell’1% per il 2015 del 2% per il 2016, del 3% per il 2017 e del 3,5% per il 2018. Considerando che nell’accordo precedente si parlava di 3% per il 2015 e 4,5% per gli anni successivi, e che la Grecia avrebbe invece proposto uno 0,8% per il 2015 e 1,5% per il 2016, è evidente che le due posizioni risultano piuttosto vicine.

François Hollande at the podiumGli interlocutori, dopo l’incontro di ieri, si sono dimostrati moderatamente ottimisti, come ha dichiarato lo stesso Tsipras: «Siamo molto vicini ad un accordo, abbiamo una base su cui discutere e nei prossimi giorni faremo ulteriori progressi». «Tra tutte le parti – ha aggiunto – c’è accordo per mettere fine all’austerità e alle misure del passato, nessuno vuole più fare gli stessi errori». Più cauto Dijsselbloem, che ha dichiarato: «È stato un buon incontro, proseguiremo nei prossimi giorni».

Sempre nella giornata di ieri Tsipras ha avuto modo di confrontarsi, durante una conference call, anche con il presidente Francois Hollande e la cancelliera Angela Merkel.  «Chiedere troppo alla Grecia potrebbe rallentarne il ritorno alla crescita – ha commentato Hollande – ma non chiedere niente o non abbastanza avrebbe conseguenze sull’insieme della zona euro».

Nel frattempo, anche gli Usa sembrano spingere perché la questione greca si risolva al più presto, motivo per cui molti leader europei auspicano che si possa raggiungere l’accordo in tempo per il G7 di fine settimana che si terrà in Bavaria.

Valentina Ferraro
Foto © 2015 European Commission

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