Brexit: referendum anticipato al prossimo anno?

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Per l’Indipendent il premier Cameron accelera confortato dalle reazioni dei leader europei ai risultati greci e i conseguenti accordi “di vantaggio”

Il capo del governo conservatore britannico David Cameron sta decisamente accelerando per il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea, convinto di ottenere più vantaggi possibili da Bruxelles se effettuato entro un anno (anziché nel 2017 come previsto anche dalla Regina) dopo l’epilogo del caso greco. Ma anche attento a non rischiare di avere l’effetto contrario con le prossime elezioni in Germania e Francia: quello di trovarsi Parigi, ma soprattutto Berlino, nemici nei negoziati sulle riforme dell’Ue pretese da Londra, a tutto vantaggio degli euroscettici della Gran Bretagna.

Caricature_of_David_CameronIl voto, lo ricordiamo, era stato promesso dallo stesso Cameron nel 2017, ma nessuna decisione ufficiale era mai stata presa. E ora l’ipotesi più probabile è proprio quella di un anticipo al 2016, con la convinzione che la vittoria dei pro-Ue sia comunque sicura (Cameron si schiera a favore), ma che possa permettere di ottenere maggiori vantaggi. A rivelarlo è il domenicale dell’Indipendent, che indica anche una data certa: giugno dell’anno prossimo, così come sarà annunciato in un discorso programmatico al partito il prossimo ottobre.

Per lo storico giornale inglese l’obiettivo dell’inquilino di Downing Street è semplice: incassare dall’Ue «un pacchetto di riforme» da presentare agli elettori britannici come baluardo a favore degli interessi nazionali per evitare che i connazionali votino veramente per la separazione dall’Unione europea (ovvero il famigerato Brexit). Ma per farlo i conservatori devono forzatamente anticipare il voto di francesi e tedeschi, per i motivi suindicati.

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George Osborne

Diametralmente opposto, almeno fino ad ora, era stato il comportamento del cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ministro dell’Economia legatissimo a Cameron, che a più riprese aveva lasciato intendere di voler allungare i tempi fino al 2017 per poter condurre una trattativa più produttiva. Ma, secondo l’Independent, è stata la vicenda greca a suggerire al premier UK di affrettare i tempi. Innanzitutto perché da Bruxelles si è dimostrato anche eccessivo interesse pur di evitare clamorose uscite (anche se, a dire il vero, la Grecia ha rischiato di uscire dall’Eurozona, non dalla Ue, ndr). E poi per scongiurare un rilancio della linea separatista scozzese che, per bocca dell’ex leader indipendentista scozzese Alex Salmond, punterebbe a una nuova presa di posizione dei secessionisti del nord pro-Europa contro il resto del Regno fuori dall’Ue. E infine perché la continua tensione degli ultimi anni sembra aver convinto anche altri governi europei della necessità di riforme nei meccanismi comunitari.

 

Angie Hughes

Foto © Creative Commons

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