Il governo irlandese punta al consenso su sanità e redditi

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Si avvia alla conclusione il patto tra il Fine Gael e l’opposizione del Fianna Fáil che si rafforza. Suppletive hanno portato consenso alle sinistre radicali nel collegio di Dublin Mid-West

Nella Repubblica di Irlanda il partito liberale di governo, Fine Gael, si prepara alle elezioni: stamattina il ministro alla Sanità, Simon Harris, ha annunciato senza giri di parole che l’esecutivo è stanco di vedere imprese private avvantaggiarsi della sanità pubblica e che una normativa apposita impedirà la sovrapposizione di ruoli, mentre gli specialisti avranno aumenti (i salari sono già tra i più alti dell’OCSE). Harris ha dichiarato, ai microfoni del programma del servizio pubblico Rté ‘Morning Ireland’, che ogni giorno dal 15 al 16 per cento dei posti letto negli ospedali pubblici viene occupato “a beneficio degli assicuratori sanitari privati” e che il governo impedirà che questa situazione continui. I nuovi contratti comporteranno scelte chiare da parte di quanti si dedicano al settore pubblico. Durante l’attuale e precedente governo centrista dei liberali del Fine Gael, la gestione della Sanità è stata oggetto di critiche da parte di Fianna Fáil, Greens, Labour, Social Democrats, e bersaglio di attacchi diretti da parte della sinistra radicale (Sinn Féin, Solidarity-People Profit, Independents4Change) e dei candidati indipendenti, che per lo più si muovono a sinistra: molti esponenti di quest’area si sono formati proprio nell’attivismo su questo tema e Gino Kenny (Solidarity-People Before Profit) deputato eletto nel 2016, aveva lavorato in precedenza nell’assistenza agli anziani negli ospedali.

Micheal Martin, leader Fianna Fail

Il Fine Gael sta attraversando giorni impegnativi: il 18 dicembre ha comunicato a Verona Murphy (che presiede una importante associazione del trasporto merci su strada) che non verrà ricandidata. In corsa nelle suppletive del 29 novembre nel collegio di Wexford, dopo dichiarazioni apparse poco sensibili nei confronti delle minoranze e dopo che il premier Leo Varadkar (Fine Gael) aveva detto che le successive scuse della Murphy non erano sembrate abbastanza convincenti, a Wexford la candidata del Fine Gael è stata staccata per più di sette punti da Malcolm Byrne (Fianna Fáil) e non è arrivata all’ultimo giro dei conteggi, che ha visto invece una progressiva affermazione del Labour (infine battuto dall’FF). Il Fine Gael si basa su sondaggi accurati per valutare la proponibilità dei candidati e comunque non scende a patti su determinati valori, ma, essendo ogni territorio affollato di liste, un candidato che corresse da solo alle prossime elezioni potrebbe danneggiare i candidati FG anche semplicemente aggiudicandosi pochi voti nella stessa area politica. Nella mattinata di oggi Regina Doherty, ministro per l’occupazione e la protezione sociale, ha annunciato che il salario minimo salirà ancora, arrivando a 10,10 euro orari a febbraio (si stima che ne beneficeranno più di 127.000 lavoratori). Quando nel giugno 2017 Enda Kenny lasciò la guida del governo al suo collega di partito Leo Varadkar, sembrò probabile un centrodestra ‘classico’, con scelte favorevoli al segmento di redditi alto. Poi il Fine Gael ha continuato ad adattarsi ad un Paese che sostiene la coesione sociale e il mondo del lavoro è reattivo, si guardi alla tenacia dei sindacati di insegnanti, guidatori dei mezzi pubblici, infermieri, e dei movimenti contro sfratti e privatizzazioni.

          Il premier Leo Varadkar

Una questione al centro del dibattito resta la scarsità dell’offerta di abitazioni in un Paese dove la domanda continua a crescere per effetto dell’alta natalità, unita all’arrivo di persone da tutta Europa (e ora di nuove imprese dal Regno Unito) e al ritorno da cittadini irlandesi da Stati Uniti, Australia, Germania. Nel terzo quarto del 2019 l’aumento dei prezzi d’affitto è salito di un altro 8% a livello nazionale (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e il dato apparentemente minore a Dublino (6,5) nasconde il fatto che se il livello dei prezzi di affitto è salito a una media di 1.200 euro al mese nella Repubblica, questo si deve in gran parte ai prezzi fuori controllo (e molto più alti) nella capitale negli ultimi anni, a partire dal 2013. Un fatto significativo è che dal primo luglio 2019 il governo si sia trovato costretto ad intervenire attraverso il Residencial Tenancies Bill, che rafforza i poteri in virtù dei quali il Residencial Tenancies Board può investigare e sanzionare gli abusi. Gli attuali aumenti degli affitti vengono perfino considerati un segno di stabilizzazione del settore immobiliare (perché moderati se messi a confronto con quelli registrati dal 2015 al 2018) ma per molti irlandesi la ricerca di una abitazione rimane una odissea. Il Fianna Fáil ormai è convinto che la fase della responsabilità che il partito aveva accordato finora al governo Fine Gael debba avviarsi alla conclusione: il Fianna Fáil ha portato avanti una opposizione non aggressiva in base all’accordo di ‘Confidence and Supply’ raggiunto nel maggio 2016 (a seguito del sostanziale pareggio tra FG e FF il 26 febbraio 2016) però oggi il leader del Fianna Fáil, Micheál Martin, ha detto che se il premier Leo Varadkar non concorderà una data delle elezioni, allora entro aprile il Dáil (la Camera bassa irlandese, ndr) collasserà per la fragilità che il governo di minoranza ha già mostrato in alcuni voti importanti, ritrovandosi a dipendere dalle scelte dell’ultimo minuto da parte di singoli candidati indipendenti. Il Fianna Fáil ha fatto sapere che guiderebbe volentieri una alleanza di governo progressista assieme a gruppi come Labour, Green Party e Social Democrats.

Dublin Mid-West

Nelle recenti suppletive del 29 novembre 2019 che hanno avuto luogo in quattro collegi (e di cui abbiamo iniziato a parlare il 5 dicembre a proposito del territorio di Dublin Fingal) il partito di governo Fine Gael è apparso in affanno anche nel collegio elettorale di Dublin Mid-West, che comprende molte zone considerate ‘working-class’ estendendosi tra quartieri e aree decentrate come Clondalkin, Palmerston, Newcastle, Rathcoole, Lucan, Saggart, con una popolazione di più di centomila persone e un elettorato di circa 73,000 persone delle quali, confermando la scarsa affluenza delle suppletive poco meno di 20.000 hanno votato. I temi centrali sono stati il costo di mutui e affitti, il sociale, i trasporti. Questo territorio è interessato da grandi cambiamenti urbanistici, in particolare circa 20.000 persone coinvolte negli sviluppi edilizi di Adamstown e Clonburris, in una città dove la domanda insegue ormai almeno dal 2013 una offerta di abitazioni insufficiente. Riguardo ai trasporti, il piano Bus Connect ha incrementato le coincidenze tra diversi mezzi di trasporto pubblico in una città priva di un servizio metropolitano vero e proprio, ma ha ancora strada da fare per semplificare la vita ai pendolari. La parte ovest della città ha conosciuto anche eventi tragici, dovuti a rivalità tra gruppi criminali: il 18 novembre il ritrovamento del corpo carbonizzato di un gangster originario di Clondalkin, Wayne Whelan, in un auto incendiata (l’identificazione tramite dna che ha richiesto tre giorni ha rivelato ferite da arma da fuoco) è stato uno dei tanti fatti cruenti avvenuti dalla fine del 2015 in poi (molti legati allo scontro tra le famiglie Hutch e Kinahan, anche se la morte di Whelan appare relativa ad altre faide purtroppo in corso nella parte sud occidentale e centrosettentrionale della capitale e in altri centri del Paese, si veda l’incendio doloso di una casa nella città di Drogheda, la notte tra il 18 e il 19 dicembre).

Mark Ward, eletto Sinn Fein a Dublin Mid-West

I repubblicani dello Sinn Féin hanno raccolto il 24% eleggendo Mark Ward. Lo SF era apparso in difficoltà nel voto europeo e amministrativo del 24 maggio 2019 (che ha visto crescere la sinistra civica dei Greens) e pareva che i centristi del Fine Gael e del Fianna Fáil avessero sorpassato lo Sinn Féin nella fermezza europeista nei confronti del Regno Unito, in più sembrava che lo SF avrebbe perso anche il suo tradizionale spazio di sinistra radicale, a vantaggio di People Before Profit e Social Democrats. Le suppletive hanno mostrato che, invece, i repubblicani continuano a essere presenti, in un territorio dove comunità provenienti da tanti Paesi convivono molto bene e il risultato dello Sinn Féin emerge nonostante corressero anche altre liste fortemente caratterizzate a sinistra, come Solidarity-People Before Profit (5,1), Social Democrats (4,1) Workers Party (1,6), Independents4Change (1,4) .

Soprattutto il risultato del candidato indipendente Paul Gogarty (12,7%) evidenzia l’incentivo ad accordarsi che potrebbe attirare presto i partiti di sinistra: basti pensare che, senza strutture partitiche alle spalle, Gogarty nei conteggi successivi alle prime preferenze è arrivato subito dietro al ‘secondo posto’ (Emer Higgins, Fine Gael), con poco più di 200 voti meno e riuscendo quasi ad intravedere il 20%. Il posizionamento di quanti hanno rincorso Ward (SF) illustra il comportamento di elettori che hanno scelto un partito ma hanno poi offerto una possibilità a candidati percepiti come vicini: deputato con i Greens dal 2002 al 2011, Gogarty mise l’accento sulla protezione dei fondi per l’istruzione e del sostegno ai pensionati a basso reddito (ha preso la metà dei voti di tutti i candidati indipendenti nel suo collegio). Le liste di sinistra hanno di fronte i vantaggi di eventuali accordi sulle preferenze: a Dublin Mid-West, si arriva fino al 36% sommando i risultati di partiti che molti considererebbero di sinistra radicale (ad esempio sul welfare: Social Democrats, Sinn Féin, People Before Profit, Independents4Change, Workers Party) e le percentuali diventerebbero altissime se si aggiungessero il Labour e i Greens. In modo simile, un ipotetico patto tra Labour, Greens, Social Democrats, Independents4Change toccherebbe il 20 per cento, assicurando rappresentanti (alle elezioni generali i collegi sono ‘multi seggio’), nelle alleanze potrebbero entrare indipendenti ‘a due cifre’ come Gogarty e potrebbero avere un effetto anche le campagne tematiche, in un Paese dove l’asse della politica è saldamente collocato in campo progressista (alleanze di questo tipo attirerebbero seconde preferenze anche da settori dei partiti centristi FG e FF).

Tutto ciò fermo restando che specie parlando di liste minori differenze ardue da superare non mancano: i Social Democrats sono più a sinistra del Labour, ancora di più lo è il Solidarity-People Before Profit, nato dalla cooperazione tra ‘vecchi’ partiti trotzkisti (come il Socialist Party e il Socialist Workers Party) e tra i movimenti nati sulla scia di ‘Occupy Wall Street’ e contro la privatizzazione dell’acqua pubblica. Dall’autunno 2014 (con il nome Anti-Austerity Alliance) il Socialist Party si unì a vari comitati sociali, riuscendo ad eleggere dei rappresentanti prima nel 2011 e poi nelle suppletive nell’ovest di Dublino: dal marzo del 2017 questa rete si è chiamata ‘Solidarity’. Quanto al People Before Profit, nato nel 2005 dall’unione tra il Socialist Workers Party e Community & Workers Action Group nella parte meridionale della città, emerse soprattutto a partire dalle elezioni politiche del 2011. Ma soltanto dopo la presentazione di liste comuni, decisa nel settembre 2015, attivisti che cooperano tra loro da anni raggiunsero un peso tale da avviare confronti con le numerose componenti di sinistra già presenti, Sinn Féin incluso. Spesso queste forze hanno criticato le politiche del Labour (alleato di Governo del Fine Gael dal 2011 al 2016 durante il risanamento dei conti a seguito della crisi economica del 2008).

Sommare i partiti sulla carta potrebbe suggerire conclusioni errate, però ha una base concreta, dato che nella Repubblica d’Irlanda gli elettori esprimono tre preferenze e quando un candidato raggiunge la soglia utile (o se ormai è troppo al di sotto) si passa a contare le altre, quindi alle politiche intese tra forze simili possono fare una grande differenza, infatti i Greens (6,4 nel collegio di Dublin Mid-West) lo hanno già suggerito a gruppi come il Labour (6,7 nello stesso collegio). Proprio a Dublin Mid-West, nel 2016 è stato possibile osservare un esempio delle dinamiche che entrano in gioco al conteggio delle seconde e terze preferenze:  Gino Kenny, dell’Anti Austerity Alliance – People Before Profit, nelle prime preferenze superò il 10% e poi al conteggio delle altre scelte degli elettori crebbe fino a tallonare i candidati dei partiti maggiori (Kenny venne così eletto in Parlamento ed è tuttora in carica). Emer Higgins, del Fine Gael, ha preso il 18,6 delle preferenze: il partito di Centro negli ultimi decenni si è distinto per posizioni avanzate sui diritti civili (convergendo su questo tema con i suoi tradizionali avversari del Fianna Fáil e con le sinistre) ma sotto la direzione del primo ministro Leo Varadkar ha promosso idee liberiste in economia. Il collegio di Dublin Mid-West non è una roccaforte del Fine Gael, che vi ha perso quasi otto punti percentuali rispetto alle politiche del 26 febbraio 2016 , ma i centristi liberali possono trarre incoraggiamento da svariate occasioni nelle quali la loro presa è stata sottovalutata da sondaggi, amministrative e suppletive che (per quanto si siano svolte in collegi importanti e rappresentativi ed abbiano avuto risalto sui media) rimangono un test effettuato solo su alcune porzioni del territorio e favoriscono quindi la valutazione di candidati delle aree prese in esame più della scelta delle forze di governo. Per il Fine Gael non sarebbe stato facile rimpiazzare Frances Fitzgerald (divenuta europarlamentare rendendo necessarie le suppletive nel collegio) considerata una possibile futura guida dell’FG, Frances Fitzgerald è stata vicepremier nella Repubblica dal maggio 2016 al novembre 2017 e ha ricoperto ruoli di ministro alla Giustizia in anni difficili tra 2014 e 2017 (costellati da esigenze di riforma della polizia e scontri tra gruppi criminali nella capitale e altrove).

Occorre specificare che il sistema elettorale cui si è a accennato, che si può descrivere come una somma di gare proporzionali in singoli collegi dove si possono esprimere più voti eleggendo più candidati (questo nelle elezioni generali) rende determinante l’attività svolta dai candidati sui diversi territori, tanto più in assenza di liste calate dall’alto. A Dublin Mid-West anche il Fianna Fáil è calato all’11,8% (giù più di quattro punti) partito centrista, attento al welfare, europeista, radicato nelle aree popolari e storicamente proveniente dalla stessa radice dello Sinn Féin, il FF è esposto alla concorrenza da sinistra dello SF quando quest’ultimo va bene. Il Fianna Fáil tra l’altro si è identificato come una forza di centrosinistra negli ultimi due decenni, investendo ancora di più nello stesso bacino di voti che anche lo Sinn Féin ricerca, però quest’ultimo sforzandosi di allargarsi verso il centro: un problema elettorale dei repubblicani è che mentre da un lato il Centro resta abbastanza presidiato da FG ed FF, dall’altro – in un decennio in cui la società irlandese ha concesso molto spazio a sinistra nelle elezioni europee del 2009, del 2014 e del 2019 e nelle politiche del 2016 – la capacità di attrazione del profilo consolidato dello Sinn Féin sembra limitata dall’emergere dei gruppi di estrema sinistra (come il Pbp) o comunque nettamente a sinistra (Social Democrats) e di porzioni di società civile che si spostano a sinistra (Independents4Change) con percentuali a due cifre, valgano le europee con la riconferma di Mick Wallace, LukeMingFlanagan, Clare Daly (I4C). Inoltre, buona parte dei voti giovanili o di protesta che di recente aveva favorito lo Sinn Fein, a livello nazionale negli ultimi anni sta premiando molto il Green Party, come alle Europee ed Amministrative in maggio.

 

Aldo Ciummo

Foto © Irlandando, Express,

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