Il Pe ha scelto il politico russo Boris Nemtsov, assassinato lo scorso febbraio; il blogger saudita Raif Badawi e l’opposizione democratica in Venezuela
L’impegno del Parlamento europeo a sostegno dei diritti umani trova espressione anche attraverso iniziative di grande valore, quali il Premio Sakharov per la libertà di pensiero. Ogni anno, infatti, viene assegnato questo premio prestigioso ad una personalità o organizzazione che si sia riconosciuta per l’eccezionale contributo alla lotta per i diritti umani e la libertà di espressione nel mondo. Grazie alla somma in denaro istituita come premio, il Parlamento europeo sostiene i vincitori nel portare avanti le loro cause. Lo scorso anno il riconoscimento è andato a Denis Mukwege, ginecologo della Repubblica Democratica del Congo che ha fondato l’Ospedale Panzi a Bukavu, dove è impegnato nel curare le vittime di lesioni gravi conseguenti ad uno stupro.
Per l’edizione di quest’anno, le commissioni per gli Affari Esteri e per lo Sviluppo e la sottocommissione per i Diritti umani, dopo una riunione congiunta, hanno scelto come finalisti il politico russo Boris Nemtsov, esponente dell’opposizione, assassinato lo scorso febbraio; il blogger saudita Raif Badawi e l’opposizione democratica in Venezuela.

Il russo Boris Nemtsov, ex vice Primo Ministro e politico dell’opposizione assassinato a Mosca è stato nominato da ALDE con la seguente motivazione: «Si tratta – ha spiegato il deputato Urmas Paet – di una personalità di spicco della società civile russa che ha lavorato per una Russia democratica, prospera e pacifica. In qualità di leader dell’opposizione e attivista della civile società – ha aggiunto Paet – ha lavorato per denunciare la corruzione e abuso di potere politico in Russia. E ha pagato con la sua vita».

Raif Badawi – © Courtesy of Amnesty International
Raif Badawi, blogger saudita, autore del sito Free Saudi Liberals, è stato invece arrestato nel 2012 e condannato a 10 anni di carcere, oltre a dover subire mille frustate e dover pagare una multa per aver insultato su internet i valori islamici.
Dopo aver scontato parte delle frustate, le proteste internazionali sono riuscite a bloccare l’atrocità cui doveva essere sottoposto. La nomina del blogger è stata proposta da S&D, ECR e i Verdi. Il deputato italiano Pier Antonio Panzeri (S&D) ha spiegato la scelta del suo gruppo in questi termini: «Non riesco a immaginare che qualcuno possa essere legato in pubblico e frustrato solo per essere stato coraggioso e aver espresso la propria opinione. Nominando Raif Badawi vogliamo onorare tutti coloro che lottano per la libertà di espressione nel mondo».
L’opposizione democratica in Venezuela, rappresentata dalla Mesa de la Unidad Democrática e dai prisioners politici, è una coalizione elettorale nata nel 2008 in opposizione al partito del presidente Hugo Chávez. Alcuni politici, studenti e leader dell’opposizione che hanno esercitato in questo modo la loro libertà di espressione sono stati arrestati o posti agli arresti domiciliari.
Questa nomina è sostenuta dal PPE e dai deputati Fernando Maura Barandiarán e Dita Charanzová. «Mentre il governo in Venezuela è stato eletto democraticamente – ha spiegato il deputato spagnolo Luis de Grandes Pascual – al momento esercita un controllo totalitario sulla popolazione. Questo gruppo collettivo fa parte dell’opposizione democratica in Venezuela che lotta e combatte per esercitare i propri diritti».
Questi dunque i tre finalisti del premio Sakharov 2015. Il vincitore sarà scelto fra questi nomi dal Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, e dai leader dei gruppi politici il 29 ottobre.
Valentina Ferraro
Photo © European Parliament and Commission














