Da domani il vertice dell’Europa del Sud, a Roma

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Asse in vista del summit di Bruxelles. Leader della parte meridionale del Vecchio Continente uniti su migranti e futuro Ue. Giovedì Macron da Gentiloni

9 gennaio 2018 | di | Europa - Eventi - Politica

Il premier italiano Paolo Gentiloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il capo del governo greco Alexis Tsipras, quello spagnolo Mariano Rajoy, il premier maltese Joseph Muscat e il presidente cipriota Nikos Anastasiadis si incontreranno domani a Roma per il quarto vertice dell’Europa del Sud, dopo quelli di Atene, Lisbona e Madrid. Sarà il primo vertice a sette per Macron, che giovedì avrà anche un bilaterale con Gentiloni a Palazzo Chigi e visiterà poi la Domus Aurea con il premier e il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

Fare fronte comune su temi come migranti, unione economica e monetaria, crescita e investimenti in un anno, il 2018, considerato cruciale per l’Unione europea. È questo l’obiettivo del summit dei Paesi dell’Europa del Sud, sette membri dell’Ue – Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta e Cipro – che rappresentano 1/4 della membership europea e contribuiscono al 41% del budget Ue. Paesi che condividono emergenze come quella dei migranti e puntano ad arrivare compatti al prossimo vertice europeo di marzo.

Si tratterà di un vertice molto concreto, assicurano fonti di Palazzo Chigi, che punterà alle prossime “cruciali” scadenze per l’Unione europea: la riforma di Dublino entro giugno 2018, l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue con la conseguente riorganizzazione del Parlamento senza i seggi britannici, la riforma dell’unione economica e monetaria. L’immigrazione sarà certamente il tema principale per sette Paesi tutti toccati, sebbene in misure differenti, dall’emergenza. E tutti concordi sul fatto che il problema deve essere affrontato al livello europeo, anche attraverso la riforma del diritto di asilo.

Arrivare compatti su questo punto al vertice di marzo può certamente aiutare a bilanciare il gruppo dei Paesi dell’Est e, in particolare, i Visegrad + 1 (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca, Slovacchia più ultimamente l’Austria), che sono contro le quote di migranti e un sistema basato sulla solidarietà. Un blocco unico può coagulare consenso in un momento in cui la Germania, che pure sostiene la necessità di riformare Dublino, è fortemente indebolita, ancora imbrigliata nelle consultazioni per la formazione del governo.

I leader dell’Europa del Sud, sempre in vista del prossimo vertice di Bruxelles, cercheranno unità anche sulla necessità di individuare beni comuni europei come la difesa delle frontiere, e quella di innescare una dinamica di crescita attraverso investimenti con risorse proprie Ue da reperire nei bilanci dell’Unione. Altro tema che contrappone i Paesi del Sud (faticosamente) usciti dalla crisi e quelli del Nord, che vedono ogni forma di finanziamento comune come un rischio.

Così come la riforma dell’Unione monetaria ed economica, con il completamento dell’unione bancaria, il bilancio dell’Eurozona, il superministro del tesoro, sulla quale si confronteranno domani i sette leader per trovare una sintesi, visto che al vertice di marzo sarà necessario trovare una “convergenza a Ventisette”, come ha dichiarato la cancelliera tedesca Angela Merkel all’ultimo summit. Ma un ruolo chiave i Paesi del Sud lo possono giocare anche contro i populismi antieuropei che stanno prendendo sempre più corpo tra i 27, soprattutto nel secondo semestre che sarà a guida austriaca.

 

Lena Huber

Foto © Greek News Agenda

 

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