Papa Francesco: l’Europa rischia di sciogliersi

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Per le guerre allargate serve una soluzione diplomatica patrocinata dall’Unione europea e dai leader mondiali. Altrimenti «distruggerebbe l’umanità»

Una visita di appena due giorni, il 28 e 29 aprile, quella di Francesco al Cairo, in una capitale blindata con imponenti misure di sicurezza. La visita in Egitto è avvenuta in una fase particolarmente delicata per gli equilibri interni del paese nordafricano, con un valore altamente simbolico. E’ servita a sottolineare la vicinanza della Chiesa cattolica a quella ortodossa d’Egitto, nonché a portare il sostegno del pontefice in un momento così drammatico per la comunità copta e in generale per i cristiani del Medio Oriente, dopo gli attentati della domenica delle Palme che hanno fatto seguito all’attacco avvenuto nella Cattedrale di San Marco al Cairo del dicembre 2016.

Il Papa è andato in Egitto come “pellegrino di pace”, ma soprattutto per individuare possibili strade perché le religioni monoteiste possano essere protagoniste di alleanza e di pace. Il viaggio ha costituito un ulteriore tassello di un delicato processo di riavvicinamento al mondo musulmano che vede Papa Francesco impegnato in un complesso dialogo interreligioso, dopo le tensioni che avevano segnato il pontificato del Papa Emerito quando Benedetto XVI, dopo l’attentato alla comunità copta di Alessandria d’Egitto, nella notte del capodanno del 2011, aveva esortato i governi della regione ad adottare misure efficaci per la protezione delle minoranze religiose.

Bergoglio è volato al Cairo per dialogare anche con il presidente della Repubblica a che aveva promesso di farsi campione di un Islam moderato in contrapposizione alla visione distorta promossa dall’Isis. Tra i tanti incontri avuti dal Papa il più significativo è l’abbraccio con il Grande Imam Al –Tayeb presso la sede di Al-Azhar, la principale università sunnita del mondo. Qui, nel suo discorso Bergoglio ha affermato: «in quanto responsabili religiosi, siamo chiamati a smascherare la violenza che si traveste da presunta sacralità». Sul volo che lo riportava a Roma Papa Francesco ha risposto ai giornalisti toccando molti temi di attualità.

Ad una domanda sulle elezioni in Francia e sui cattolici d’Oltralpe divisi tra i due candidati al ballottaggio, Francesco ha chiarito che «c’è il problema in Europa e nell’Unione europea, ognuno è libero di fare le scelte che crede convenienti. Vero è che l’Europa è in pericolo di sciogliersi, su questo he sta avendo l’Europa dall’Atlantico agli Urali è quello della immigrazione, non dimentichiamolo, perché l’Europa è stata fatta dai migranti”.

Da una giornalista della agenzia Tass che era sul volo papale, «è arrivato il quesito sul rapporto con le Chiese ortodosse, in particolare sul riconoscimento comune del battesimo e sul rapporto con la Russia alla luce della difesa dei cristiani in Medio Oriente e Siria. In proposito il pontefice ha dichiarato: «gli ortodossi russi riconoscono il nostro Battesimo ed io riconosco il loro. Lo Stato russo parla della difesa dei cristiani in Medio Oriente, questa è una cosa buona anche se oggi ci sono più martiri che in passato». Quindi un accenno alla “terza guerra mondiale a pezzi” con i timori per quello che sta accadendo in Corea del Nord.

Riferendosi al presidente Usa e ai  leader  coinvolti ha dichiarato: «I problemi si risolvono con la diplomazia. Ci sono mediatori che si offrono come la Norvegia sempre pronta ad aiutare. Dei missili coreani si parla da un anno ma adesso sembra che la cosa si sia riscaldata troppo.  Richiamo al negoziato, perché una guerra allargata distruggerebbe l’umanità. Guardiamo ai Paesi che stanno soffrendo una guerra interna  in Medio Oriente e nello Yemen (di cui i media non parlano più) è l’Onu che deve riprendere la sua leadership ora un po’ annacquata».

 

Giancarlo Cocco

Foto © CNN, NBC, Giancarlo Cocco

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