Papa Francesco agli ambasciatori: pace e sviluppo umano

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Il Santo Padre ricorda che le conflittualità e le emergenze umanitarie aggravate dagli sconvolgimenti climatici si ripercuotono sulle persone che già vivono in grave povertà

Nella suggestiva Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano Papa Bergoglio ha accolto in udienza, giovedì 9 gennaio, i membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, per gli auguri del nuovo anno. La Sala Regia, eretta su Progetto di Antonio da Sangallo il Giovane tra il 1540 e il 1573, da secoli è il salone d’onore destinato a ricevere i sovrani in visita ufficiale. Dopo aver ascoltato le parole di saluto del decano del Corpo Diplomatico, l’ambasciatore di Cipro George Poulides, Papa Francesco ha pronunciato un lungo discorso con  temi che vanno dalla solidarietà al ripudio delle armi, al pericolo di guerra atomica. In primis, con realismo, il Papa dice di «non vedere segnali incoraggianti per l’anno nuovo» e c’è l’esigenza di non dimenticare che la comunità umana porta i segni delle guerre succedutesi nel tempo con grande e crescente capacità distruttiva. «La pace e lo sviluppo umano» – dichiara il Santo Padre – «sono l’obiettivo principale della Santa Sede».

Dopo una disamina degli accordi firmati e ratificati lo scorso anno con Paesi Africani e con la Repubblica Italiana per l’applicazione sul riconoscimento dei titoli di studio, relativi all’insegnamento superiore nella Regione Europea (Convenzione di Lisbona), ha dato notizia che per il 14 maggio ha promosso un incontro su “Il patto educativo globale” per ravvivare l’impegno con le giovani generazioni per un ascolto paziente, dialogo costruttivo, e mutua comprensione con le altre generazioni per ricostruire il tessuto di relazioni per una umanità più fraterna. Il Papa ha poi avuto parole di condanna per gli abusi su minori di cui si rendono responsabili «non pochi adulti, compresi diversi membri del clero» – e afferma – «sono crimini che offendono Dio. La Santa Sede rinnova il suo impegno affinché si faccia luce sugli abusi compiuti e si assicuri la protezione dei minori».

Ha parlato anche dell’America Latina dopo il Sinodo dei Vescovi per la regione amazzonica vasta e importante per tutto il mondo poiché «la foresta amazzonica è un cuore biologico per la Terra sempre più ecologicamente minacciata». È preoccupato per le crescenti crisi politiche dei Paesi del continente americano con forme di violenza che acuiscono i conflitti sociali. Riguardo il Medio Oriente ha invitato la Comunità Internazionale ad impegnarsi urgentemente per pacificare l’area mediterranea. Sollevare la coltre di silenzio che rischia di coprire la guerra che ha devastato la Siria e trovare soluzioni per la pace ed avviare la ricostruzione del Paese. Preoccupante – dice Papa Francesco – l’innalzamento della tensione tra l’Iran e Stati Uniti che mettono a dura prova il processo di ricostruzione dell’Iraq e potrebbero essere le basi per «un conflitto di più vasta portata che tutti vorremmo poter scongiurare» e auspica che sia «accesa la fiamma del dialogo e dell’autocontrollo».

La Santa Sede incoraggia i «negoziati per la riunificazione di Cipro e apprezza gli sforzi per risolvere il conflitto nella parte orientale dell’Ucraina, per porre fine alla sofferenza della popolazione di quella regione». Bergoglio ha anche parlato d’Europa quando ha ricordato: «già nel 1949 nell’Europa occidentale con la creazione del Consiglio d’Europa e la successiva adozione della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, si gettarono le basi del processo d’integrazione europea. Fu l’allora ministro degli Affari Esteri francese, Robert Schumann il 9 maggio 1950 a gettare le basi dicendo «la pace non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi. Proporzionali ai pericoli che la minacciano». Nei Padri fondatori dell’Europa moderna c’era già la consapevolezza che «il continente si sarebbe potuto riprendere dalle lacerazioni della guerra, solo con un processo graduale di condivisione di ideali e di risorse».

Francesco ha dato poi notizia che quest’anno spera di poter visitare il Sud Sudan, e ha accennato ai suoi viaggi effettuati nel corso del 2019 in Thailandia, in Giappone dove: «ho toccato con mano il dolore e l’orrore dei sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaky. Un mondo senza armi nucleari è possibile e necessario». Ha ricordato ai presenti che quest’anno dal 27 aprile al 22 maggio si svolgerà a New York la X Conferenza d’Esame del Trattato di proliferazione delle armi nucleari, e auspica «che la Comunità Internazionale riesca a trovare un consenso finale e proattivo». Infine uno sguardo all’Australia, agli incendi che la stanno colpendo e ha rievocato che l’incendio della Cattedrale di Notre Dame a Parigi: «ha mostrato quanto sia fragile e facile da distruggere anche ciò che sembra solido» simbolo di una crisi dei valori europei perché «in un contesto in cui mancano valori di riferimento, diventa più facile trovare elementi di divisione più che di coesione».

Infine Papa Francesco ricorda che «l’educazione non si esaurisce nelle aule delle scuole o delle università ma deve essere assicurato dal diritto primario della famiglia ad educare. È diritto della Chiesa e delle aggregazioni sociali a sostenere le famiglie e collaborare con esse nella educazione dei figli».Bergoglio sottolinea la necessità di una «solidarietà intergenerazionale» ricordando che gli stessi giovani: «hanno molto da offrire con il loro entusiasmo, con il loro impegno e con la loro sete di verità, la speranza non è una utopia e la pace è sempre un bene possibile» e questo lo si vede nel movimento dei giovani per il cambiamento climatico che il Papa ha sempre condiviso.

 

Giancarlo Cocco

Foto © America Magazine, Irish Time,

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