Papa Leone XIV segue gli insegnamenti di S. Agostino “Cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi“
Dopo il saluto e la benedizione Urbi et Orbi dalla Loggia centrale di San Pietro giovedì 8 maggio, la messa celebrata con i cardinali nella Cappella Sistina il 9 maggio, Papa Leone XIV ha iniziato a svolgere un’intensa attività in Vaticano. Ha incontrato le eminenze nell’Aula del Sinodo, ha fatto visita a sorpresa alla Madonna del Buon Consiglio a Genazzano, ha reso omaggio alla tomba di Papa Francesco portando un fiore a Santa Maria Maggiore. Ha avuto poi un contatto telefonico con il presidente Zelensky che lo ha invitato a Kiev.
In realtà in precedenza anche Papa Bergoglio era stato invitato ma aveva sempre ricusato, perché oltre l’Ucraina avrebbe voluto visitare anche la Russia. Lunedì 12 inoltre ha incontrato, in Aula Paolo VI in Vaticano, la stampa mondiale che si era accreditata per il
Conclave. Ben 4.400 i giornalisti provenienti da tutto il Globo, ma oltre 7.000 erano le persone presenti nell’aula in quanto la Santa Sede ha consentito l’ingresso di un familiare. Gli applausi sono partiti da subito, non appena alle 11 precise è entrato nella grande aula Nervi, preceduto da quattro guardie svizzere e alcuni prelati. Ha esordito in inglese: «Grazie per questa splendida accoglienza. Dicono che applaudire all’inizio non importa poi molto ma se alla fine siete ancora svegli e volete farlo ancora, beh allora grazie mille!».
Un uomo deciso
Il discorso non è stato molto lungo ma compreso da tutti perché sul maxi-schermo le parole scorrevano in inglese. Il tono del Pontefice è stato sempre pacato, i gesti misurati e la parola pace ha risuonato più volte nella grande aula strappando per sette volte gli applausi. Al termine, mentre con Bergoglio le persone salivano verso il Papa seduto per salutarlo, Papa Prevost ha disorientato tutti perché è disceso lui verso i giornalisti accreditati e funzionari vaticani per salutare. Mentre iniziava a stringere le mani nella prima fila, si è rivolto al responsabile della Prefettura della Casa pontificia mons. Sapienza, perché non sapeva cosa fare, se gli spettasse distribuire i rosari o no. «Scusate ma sto ancora imparando».
Il Papa ha quindi salutato mons. Lizardo Estrada, segretario generale di Cusco Agostiniano, padre Federico Lombardi attuale presidente della Fondazione Ratzinger, che gli ha stretto calorosamente la mano, quindi ha ricevuto dalla giornalista peruviana Paola Ugaz una sciarpa di lana d’alpaca proveniente dalle Ande e tessuta da donne della comunità a basso reddito. Da lei Papa Leone XIV si è congedato con «aspettatevi presto notizie su di me in Perù». Il che è lecito pensare a un prossimo viaggio in America Latina. Alcuni colleghi americani gli hanno chiesto se aveva un messaggio per gli Stati Uniti e ha risposto «many».
A suo agio con la stampa
Erano presenti giornalisti della Cnn, corrispondenti di Abc, due di Nbc. Uno dei presenti ma
certamente americano, si è fatto autografare una pallina da baseball, una collega giornalista che gli era accanto gli ha chiesto se l’avrebbe venduta e gli ha risposto: «No! Non ho problemi di soldi!». Papa Leone ha poi proseguito nei saluti. Una cronista gli ha chiesto se poteva organizzare per beneficenza una partita di tennis – grande passione sportiva di Prevost – e lui ha risposto «certo va bene». Lei ha insistito «allora porto Agassi» e il Papa: «basta che non portate Sinner». Giocando sul fatto che il giocatore italiano numero uno al Mondo, il suo cognome in inglese significa “peccatore”.
Infine il collega greco Nikos ha chiesto a Leone XIV se a maggio andrà a Nicea (oggi Iznik in Turchia) in occasione dei 1.700 anni del Concilio di Nicea, primo concilio ecumenico cristiano che si tenne e iniziò il 20 maggio del 325, in proposito il Pontefice non ha saputo dare una risposta in quanto ne dovrà parlare domenica 18 maggio in occasione dell’incoronazione con il patriarca ortodosso Bartolomeo che sarà a Roma.
Il primo Concilio di Nicea del 325 (d.C.)
Fu presieduto dall’imperatore Costantino I che intese ristabilire la pace religiosa e raggiungere l’unità dogmatica che era minata da varie dispute, in particolare l’arianesimo che stava prendendo il sopravvento. Nel Concilio fu proclamata la salvezza in un unico Dio. Ancora oggi circa due miliardi di cristiani, cattolici, ortodossi, copti, armeni, protestanti, evangelici, pronunciano le stesse parole del Credo. Fu a Nicea che si iniziò la cristianizzazione dell’impero. Ulteriore decisione del concilio fu lo stabilire una data per la Pasqua, festa principale per la cristianità. Il concilio stabilì che la Pasqua si doveva festeggiare la prima domenica dopo il plenilunio successivo all’equinozio di primavera, in modo indipendente dalla Pasqua ebraica stabilita in base al calendario ebraico.
Ritornando al Papa, Leone XIV, classe 1955, ha adottato sin dall’inizio un modello di leadership benevola, non particolarmente carismatica. Si sta manifestando come una persona anti–conformista e rassicurante per tanta gente che vive nel disordine. Non è un anti-moderno bensì ridistribuisce il bisogno della tradizione, reincarnando i propositi di S. Agostino. Non a caso oggi martedì 13 è uscito dal Vaticano e come ci informa l’Ansa “Papa Leone XIV si è recato dagli agostiniani in via Paolo VI per condividere la giornata con loro con la messa e il pranzo”.
Giancarlo Cocco
Foto © Euronews, Fox 5 New York, Giancarlo Cocco, Eurocomunicazione, Upi













